Arriva a Taiwan la prima crociera turistica diretta dalla Cina

Taipei, Taiwan – Sono iniziate oggi le crociere turistiche dirette dalla Cina a Taiwan, nell’ambito dei migliori rapporti instaurati tra i 2 Paesi negli ultimi mesi. Ma sulla strada della distensione arrivano segnali contrastanti.

La nave di lusso Ocean Mistery è partita due giorni fa da Shanghai ed è approdata oggi a Keelung (Taiwan), con a bordo 1.600 turisti entusiasti, molti dei quali visitano l’isola per la prima volta. E’ stata accolta dai tradizionali fuochi di artificio beneauguranti e dalla danza del dragone.

I media sottolineano anche l’importanza commerciale del turismo cinese per Taiwan, la cui economia si è contratta dell’8,36% nell’ultimo trimestre del 2008 a causa della crisi globale. Ricordano che la Cina è il primo partner commerciale di Taiwan, con scambi annui di quasi 100 miliardi di euro. Ma gli esperti evidenziano come i 2 Paesi stiano cercando di allacciare sempre nuovi rapporti, pur senza rinunciare a consolidate diffidenze.

In questa ottica va letto il taglio dell’esercito del 16% entro 5 anni annunciato oggi da Taiwan. Dagli anni ‘70 Taipei ha affermato la necessità di mantenere un esercito pronto a contrastare la minaccia di Pechino. Ma la tensione è molto diminuita dopo che nel maggio 2008 è stato eletto presidente il leader del Partito Kuomintang Ma Yingjeou, fautore di buoni rapporti con la Cina, a differenza del suo predecessore Chen Shuibian accesso nazionalista.

Peraltro Taiwan ha rinnovato in questi giorni la richiesta agli Stati Uniti per acquistare i moderni aerei caccia F-16, dicendo che al momento le sue forze aeree sono inadeguate rispetto a quelle della Cina, separata solo dai 177 chilometri dello Stretto di Taiwan. Sono 12 anni che l’isola rinnova tale richiesta che gli Stati Uniti sono restii ad esaudire, specie ora che Pechino ha chiesto con chiarezza al neopresidente Barack Obama di cessare la vendita di armi a Taiwan.

Nello stesso tempo il 14 marzo il Mainland Affairs Council, massimo organo taiwanese per i rapporti con la Cina, ha espresso “la speranza che le autorità cinesi aboliscano l’inopportuna legge antisecessione e smantellino i missili puntati su Taiwan, per ripristinare la pace attraverso lo Stretto di Taiwan”.

Il 14 marzo 2005, in un periodo di forte tensione, Pechino ha approvato legge “antisecessione” che afferma legittimo l’uso della forza militare contro Taiwan, qualora la stessa si dichiari o agisca in modo da affermarsi indipendente dalla Cina. Anche se l’isola si è separata da decenni, Pechino continua a considerarla una provincia ribelle e si oppone a qualsiasi riconoscimento dello status di Nazione indipendente.

Tony Wang, portavoce della presidenza dello Stato ha definito la legge “non necessaria” e ha fatto presente che la maggior parte della popolazione di Taiwan preferisce l’attuale status quo che una formale dichiarazione di indipendenza.

fonte: AsiaNews, 17 marzo 2009

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