Apple: inchiesta sulle condizioni di lavoro in Cina

Prima che la palla di neve si trasformi in valanga, la Apple ha deciso di correre ai ripari e di autorizzare un’inchiesta indipendente sulle condizioni di lavoro di migliaia di operai della sua filiera di produzione: in particolare in Cina, dove vengono assemblati i due prodotti cult dell’azienda elettronica statunitense, l’iPhone e l’iPad. Una decisione che già di per sé – commenta l’Independent nel dare la notizia – vale come un riconoscimento dell’inaffidabilità del sistema interno di controllo sui fornitori della Apple, incapace di far emergere abusi e vessazioni. Ma per le organizzazioni dei diritti umani, scese in campo per tutelare gli operai cinesi, si tratta solo di un’operazione di maquillage, una mossa di public relation, che non porterà alcun giovamento concreto alle condizioni di lavoro di migliaia di operai e alla sicurezza in fabbrica, tanto da spingere alcuni di questi al suicidio o a causare incidenti fatali. Gli ispettori del lavoro della Fair Labour Association hanno visitato ieri “Foxconn City”, l’enorme complesso manifatturiero dove vengono prodotti gli iPad e dove, solo nel 2010, sono stati registrati 13 suicidi o tentati suicidi. Successivamente verrà monitorata anche la fabbrica di Chengdu e i primi risultati delle ispezioni saranno resi noti entro la fine del corrente mese.

Fonte: Il Sole 24 ore, 14 febbraio 2012

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