Ancora scontri fra Kachin ed esercito birmano, arrestati due leader politici

Continuano gli scontri fra esercito birmano e ribelli nello Stato Kachin, nel nord del Myanmar, al confine con la Cina. Oggi le milizie del Kachin Indipendent Army (Kia) rivendicano la distruzione di diversi ponti nel vicino stato Shan, per tagliare le vie di comunicazione all’esercito e bloccare nuovi attacchi. Intanto un gruppo di attivisti della minoranza etnica birmana denuncia l’arresto di due leader politici Kachin (Zahkung Ting Ying e Waw Lau), che non sarebbero coinvolti nell’attuale conflitto in corso. La settimana scorsa sono divampati focolai di guerra fra esercito birmano e ribelli Kachin, nell’area in cui sorgerà una centrale idroelettrica per fornire energia alla Cina. Il giornale locale Kachin News Group (Kng) riferisce che in due giorni “quasi mille profughi Kachin hanno raggiunto il quartier generale Kia a Laiza, al confine fra Cina e Myanmar”. Il Kia è uno fra i numerosi gruppi armati che fanno riferimento alle minoranze etniche, che da decenni lottano contro il governo centrale birmano per una maggiore autonomia. Alcune milizie hanno raggiunto un compromesso con la giunta militare, accettando di trasformarsi in guardie di frontiera. La tregua fra esercito regolare e Kia è cessata lo scorso anno, quando i leader ribelli hanno definitivamente rigettato la proposta di far parte delle guardie di confine. Il conflitto degli ultimi giorni sarebbe stato innescato dal tentativo dell’esercito di cacciare le milizie Kia dal sito in cui sorgerà la centrale idroelettrica cinese. I leader della minoranza sono contrari al progetto, perché potrebbe sconvolgere l’ecosistema ambientale.

Fonte: Asia News, 16 giugno 2011

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