Ancora morti in cantiere e nelle miniere cinesi d’oro e carbone

Decine di operai sono sepolti sotto le macerie, dopo il crollo di un cantiere edile nella città di Chengdu (Sichuan). Le autorità impegnate nelle operazioni di soccorso non sanno dire ancora quanti sono gli uomini sepolti. L’incidente è avvenuto due giorni fa, alle due del pomeriggio, nella zona di costruzione di una scuola superiore, nel distretto di Chenghua. Finora i pompieri sono riusciti a recuperare tre persone dal crollo e 16 che erano rimaste intrappolate.

Intanto è salito a 44 il bilancio dei morti alla miniera di carbone di Pingdingshan (Henan), con 35 che rimangono intrappolati in galleria dopo un’esplosione sotterranea di gas. Su 93 persone che stavano lavorando, solo 14 sono riusciti a fuggire in salvo. Essi sono ricoverati in ospedale, con ustioni e problemi ai polmoni.

La miniera era stata sottoposta a ristrutturazioni, e pur non avendo ancora il permesso di operare, era già entrata in funzione. Qi Tongyan, vicecapo distretto di Pingdingshan è stato costretto alle dimissioni insieme a Zhang Xizhi, responsabile governativo per l’industria carbonifera. Li Xinjun, rappresentante legale della miniera, e i vicecapi Hou Min e Deng Qun sono stati arrestati.

Due giorni fa, un’altra miniera nell’Henan ha subito un incidente, facendo morire 6 minatori e 7 persone della squadra di emergenza. A quanto si conosce finora, fili elettrici senza protezione hanno provocato un’esplosione in una galleria della miniera d’oro di Sanmenxia. Solo 6 minatori sono riusciti a fuggire.

La maggioranza degli incidenti in miniera e nei cantieri sono dovuti al lassismo con cui vengono applicate le regole di sicurezza.

Le miniere cinesi sono le più pericolose al mondo. Il numero ufficiale dei morti per il 2008 è di 3500, ma secondo organizzazioni non governative la loro cifra arriva fino a 20mila l’anno.

Dopo gravi disastri negli anni scorsi, Pechino ha lanciato una campagna di tolleranza zero, ma non è riuscita a risolvere il problema, anche per la connivenza tra proprietari e autorità locali.

Fonte: AsiaNews, 10 settembre 2009

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