Ancora in declino le manifatture cinesi

Con una cifra più bassa delle attese, il PMI della Cina (Purchasing Managers’ Index) in maggio è stato del 50,4, il più basso nell’anno, dando un ulteriore segnale che la seconda economia mondiale è in via di raffreddamento. L’indice  PMI mostra le attività industriali: al di sotto del valore 50 indica una contrazione; al di sopra una crescita. Il PMI cinese di aprile era 53,3 e molti esperti avevano previsto solo un calo fino al 52,2. Il PMI ufficiale è calcolato soprattutto con l’occhio alle grandi industrie statali. Quasi con certezza le industrie private – meno sovvenzionate e protette – sono in una crisi maggiore. Il PMI calcolato dalla Hsbc mostra che tali industrie hanno una contrazione del valore da almeno sette mesi. Il rallentamento della Cina sta creando ondate anche ad Hong Kong dove le vendite al dettaglio – soprattutto di beni di lusso, operati da facoltosi ricchi cinesi – sono scese del 5% sulla media annuale. Gli investitori sperano sempre nella decisione del governo di lanciare un nuovo pacchetto di aiuti per l’economia, ma diversi esperti della Cina hanno messo in guardia Pechino per non provocare rischiose bolle speculative e maggiore inflazione. Secondo analisti, il PMI si ridurrà ancora di più perché le industrie manifatturiere cinesi hanno magazzini pieni di prodotti invenduti a causa della sovrapproduzione degli anni scorsi. Gli stessi analisti prevedono che nel 2012 la crescita in Cina sarà del 7,9, la più bassa dal 2009, quando ha raggiunto l’8% dopo anni di crescita a due cifre.

Fonte: Asia News, 1 giugno 2012

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