Allarme sicurezza: i ponti “di tofu” della Cina rischiano di crollare

Negli ultimi cinque anni, in Cina sono crollati 18 ponti, uccidendo 135 persone. Le cifre sono dell’Amministrazione statale sulla sicurezza nel lavoro, da cui emerge pure che tali ponti erano piuttosto “giovani”: tutti con meno di 15 anni e quindi costruiti nel periodo del grande sviluppo edilizio urbano e delle infrastrutture in Cina. L’ultimo incidente è avvenuto il 24 agosto scorso ad Harbin, quando 100 metri di una rampa di accesso a un ponte lungo 15 km è crollato sulle vie sottostanti facendo tre morti e cinque feriti. Molti cinesi, usando internet per commentare, si domandano se per caso i ponti cinesi non siano come le “scuole di tofu” del terremoto del 2008 in Sichuan, che costruite con materiale scadente e perfino privo di cemento, hanno ucciso oltre 6mila bambini e studenti. Il tofu è il budino di soia, usato nella cucina, la cui consistenza è fragile come una crema. Un internauta commenta laconico: “Un lavoro di ingegneria fatto di tofu, porta per forza a ponti di tofu”. In effetti, in tutti questi anni, la grande pressione a costruire infrastrutture e palazzi, ha portato a sminuire le buone regole per l’ingegneria. Chen Zhaoyuan, dell’università di Qinghua, membro dell’Accademia di Ingegneria, racconta al South Cina Morning Post che “Più di 10 anni fa, fare insieme, nello stesso tempo, il sopralluogo, il progetto e la costruzione era considerata una cosa irresponsabile. Oggi è divenuto il modo comune di procedere”. Dan Danhui, professore a Shanghai, afferma che fino a pochi anni fa in Cina vi erano 500mila ponti; oggi ce ne sono oltre 700mila. “Nessuna nazione  – conclude – ha mai costruito tanti ponti in così pochi anni. Con un numero simile di progetti che vengono portati avanti… non mi stupisco che vi siano tanti crolli”. Il governo si difende attribuendo molti crolli non al pressappochismo delle costruzioni, ma a fenomeni imprevedibili come alluvioni, veicoli sovraccarichi, navi da carico che sbattono contro i piloni. Ma i cinesi, e soprattutto gli abitanti di Pechino dubitano di questa interpretazione. Per loro la prova è stata l’inondazione di molti quartieri della capitale lo scorso luglio, causata da uno sviluppo enorme degli edifici, ma nella totale mancanza di progettazione delle fogne, che per molti tratti risalgono al periodo Ming. Ma anche i palazzi di nuova costruzione hanno tetti che fanno acqua, infissi non isolanti, soffitti cadenti, messi a dura prova dalle piogge torrenziali. Per ottenere un quadro più completo sulla scadente qualità delle costruzioni in Cina bisognerebbe ricordare gli incidenti avvenuti sulle ferrovie, anche fra treni superveloci, costruite con bassi livelli di sicurezza. Fra gli internauti si cita un’altra causa per la scarsa qualità delle costruzioni: la corruzione. I mega-progetti finanziati dallo Stato sono un’occasione facile di arricchimento per i membri del Partito, a scapito del materiale e degli studi sulla sicurezza. “Basta pensare al fatto che i corrotti rappresentanti del governo intascano i quattro quinti dei fondi assegnati al progetto… Ciò significa che il manager del progetto può far soldi solo lesinando sul lavoro”.

Fonte: Asia News, 28 agosto 2012

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