Allarme rosso in Cina: inquinamento oltre i limiti

L’inquinamento dell’aria diventerà la più grave minaccia per la popolazione cinese nei prosssimi anni. A sostenerlo è Zhong Nanshan, presidente della Cina Medical Association, massimo esperto del Paese nell’ambito delle malattie respiratorie che lancia una vero e proprio ‘allarme rosso’: “in Cina, sostiene Nashan, il cancro del polomone e le malattie cardiovascolari sono in aumento e, se il governo non interverrà per controllare lo smog, la situazione potrebbe peggiorare ancora visto che niente di concreto viene fatto per diminuire le emissioni industriali, gli scarichi dei veicoli e il fumo delle sigarette. Zhong Nanshan, che gode di grande prestigio e credibilità presso il pubblico cinese per aver rivelato nel 2002 la reale dimensione dell’epidemia di SARS, ha detto che le autorità hanno fatto tesoro delle esperienze passate e stanno cominciando ad essere più trasparenti sui problemi attuali; una graduale inversione di tendenza che tuttavia ha ancora un lungo percorso davanti a sè visto che sul fronte dell’inquinamento, le autorità dicevano fino a poco tempo fa che la situazione era in miglioramento solo perché nella misurazione veniva omessa la misurazione di alcuni elementi inquinanti. Secondo lo scienziato cinese le autorità avevano taciuto i dati sulla presenza di ozono e sull’aumento del particolato Pm2.5, i due fattori inquinanti più pericolosi per la salute umana. Le denunce di Nanshan si sono susseguite negli anni. Nel 2008, prima delle Olimpiadi, lo scienziato aveva chiesto che venissero resi noti i dati relativi alle misurazioni dell’inquinamento, una richiesta però a cui le autorità non diedero risposta Secondo Nanshan il governo ha volutamente omesso di denunciare il pericolo derivante dall’inquinamento e di render noti i dati sulle malattie cardirespiratorie. Nella sua clinica nella provincia del Guangdongd, ha denunciato il dottor Nanshan, nei giorni in cui lo smog è più forte i ricoveri sono aumentati del 10% mentre i casi di insufficienza cardiaca sono aumentati dell’1,28% per ogni aumento di 10 microgrammi di PM 2,5 per metro cubo. Anche i tumori ai polmoni sono aumentati in modo significativo, più in città che in campagna e questo a prescindere dal fatto che il paziente fosse o non fosse un fumatore. “Il governo deve fare di più, conclude Nanshan, anche sul piano dell’informazione, dando più pubblicità ai fenomeni di inquinamento e mettendo in guardia la gente dai rischi che corre per la salute”. E intanto l’ambasciata italiana in Cina diventa “verde”. E’ stato firmato a Pechino un accordo tra il ministero italiano dell’Ambiente, l’Ambasciata e il Comune della capitale cinese per ristrutturare in chiave ecologica le palazzine che costituiscono la rappresentanza diplomatica italiana in Cina. Lo informa una nota del ministero dell’Ambiente sottolineando che è la prima ambasciata straniera a Pechino che diventa sostenibile. L’intesa, del valore attorno agli 800mila euro, è stata firmata dall’ambasciatore Attilio Massimo Iannucci, dal direttore generale del ministero dell’Ambiente, Mariano Grillo, e dal direttore generale all’Ambiente della metropoli, Chen Tian, alla presenza del ministro Corrado Clini. Usando tecnologie italiane, riferisce il ministero dell’Ambiente, sarà migliorata l’efficienza energetica degli edifici dell’ambasciata italiana a Pechino, i quali saranno ristrutturati con materiali a basso impatto ambientale e saranno dotati tra l’altro da un impianto di trigenerazione (cioè produrrà insieme elettricità, calore e aria condizionata), di pannelli solari termici e fotovoltaici, di un sistema di illuminazione ad altissimo risparmio di energia. Le risorse economiche per l’intervento di riqualificazione ecologica ed energetica provengono dai fondi del ministero dell’Ambiente per i programmi congiunti con il Comune di Pechino. Inoltre le imprese italiane, prevede l’intesa, renderanno sostenibile anche un complesso edilizio rurale, non legato alla rappresentanza diplomatica italiana. “Si tratta in sostanza di due show room per la tecnologia – afferma l’ambasciatore Iannucci – con le quali l’Italia potrà dimostrare meglio ai cinesi le sue competenze in campo ambientale”. Il direttore del ministero, Grillo, ha aggiunto che “l’accordo dà più forza ai programmi italiani e cinesi per migliorare l’ambiente”.

Fonte: IGN, 20 marzo 2012

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