Alitalia verso la Cina? Le idee del sottosegretario Geraci

Il sottosegretario Michele Geraci sta sondando le autorità governative cinesi, per un eventuale investimento in Alitalia da parte di Air China, la compagnia di bandiera di proprietà della Repubblica popolare.

Il governo, assicura il sottosegretario, “non vuole svendere i nostri asset e possibilmente nemmeno venderli, persegue l’obiettivo degli investimenti. Per Alitalia non siamo alla ricerca di una società che la salvi, ma che la rilanci credendoci e investendoci per motivi strategici”. Il ragionamento di Geraci si fa ancora piú interessante quando dice:”che l’Italia deve mettere sul tavolo dei negoziati commerciali piú temi contemporaneamente, perché così si puo’ concedere su uno e ottenere condizioni piú vantaggiose su un altro” (Guido Santevecchi – Corriere della Sera – 7.9.18).

L’esperienza ha dimostrato che al tavolo negoziale i cinesi sono sempre stati più preparati e abili delle controparti occidentali, dimostrando una straordinaria capacità ad elaborare strategie di lungo termine.

Quindi, quello che preoccupa è proprio il riferimento a ciò che si intende concedere”. Sarebbe molto importante approfondire e spiegare bene a tutti gli italiani che cosa ha in mente di concedere ai cinesi il sottosegretario Michele Geraci.

Anche perché, riflettendoci bene, sembra che abbiamo già concesso fin troppo.

I nostri rappresentati politici sono in grado di chiedere a Pechino un riduzione degli altissimi dazi sulle importazioni? Sono i “campioni mondiali “di protezionismo ma nessuno ne parla.

I nostri rappresentati politici sono in grado di chiedere a Pechino di perseguire e non favorire, la produzione del made in Italy contraffatto e di contrastare il sistematico furto di proprietà intellettuale?

I nostri rappresentanti politici sono in grado di chiedere a Pechino di sospendere pratiche commerciali scorrette?

I nostri rappresentanti politici sono in grado di chiedere a Pechino di rimuovere la legge che impone alle aziende straniere che vogliono investire in Cina, di avere un socio locale che sistematicamente si impossessa del nostro know-how tecnologico?

I nostri rappresentanti politici sono in grado di pretendere da Pechino Reciprocità & Rispetto? 

Questo sarebbe un modo interessante per Geraci, per allargare il tavolo negoziale.

Marzio Ammendola,07/09/2018, www.againstchina.com

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