Algeria-Cina: una cooperazione ‘costruttiva’ lunga 51 anni

A poco più di un anno dalla celebrazione del cinquantenario di partnership politica, mutuata da entrambi i Paesi nel lontano 1959, Algeria e Cina tornano a parlare di sodalizio diplomatico e di rafforzamento bilaterale delle rispettive politiche di sviluppo economico.

A fare da ‘apripista’ alle sessioni di dialogo è stato il ministro degli esteri cinese Yang Jiechi, che domenica scorsa si è recato ad Algeri per discutere con il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika, riguardo all’adozione di politiche di sviluppo più idonee a garantire maggiore concretezza ai piani di cooperazione messi in campo da ambo le parti.

Nell’occasione, il presidente algerino ha ribadito il suo pieno consenso a un ulteriore consolidamento della cooperazione strategica con la Cina, favorita dalle relazioni del Forum sulla Cooperazione Cina-Africa (CAFC) e del Forum sulla Cooperazione Cina-Stati Arabi (CASCFEN). Bouteflika si è detto inoltre disposto a lavorare alacremente e a portare avanti con maggiore deliberazione i rapporti di cooperazione intrapresi da tempo con la Cina, la cui fiducia in tutti questi anni non è mai stata messa in discussione. Al contrario, quest’ultima è venuta fuori rafforzata dall’accettazione incondizionata, da parte di Algeri, della politica di unificazione nazionale cinese.

Dal canto suo, il ministro cinese Jiechi ha sottolineato che i 51 anni di relazioni diplomatiche, stretti all’insegna della collaborazione costruttiva e del mutuo soccorso, sono stati anni di successo per le politiche di scambio economico e infrastrutturale tra i due Paesi. Si è iniziato con i piani di sviluppo intrapresi rispettivamente nel 2001 e nel 2005 per la modernizzazione dei servizi di viabilità aeroportuale, marittima, autostradale e ferroviaria, nonché con lo sfruttamento minerario per le risorge energetiche e per l’approvvigionamento idrico per finire con le ultime iniziative mirate all’impiego del nucleare a scopi civili, arrivando a superare nell’arco del 2009 una mobilitazione finanziaria di oltre 3 miliardi di euro. Attualmente in Algeria lavorano all’incirca 30mila cinesi.

Stando alle parole di entrambi i rappresentanti esteri, la cooperazione degli scorsi anni avrebbe dunque funzionato. In realtà, scavando più a fondo nella politica interna delle due nazioni, ci si accorge che la questione è un tantino più complicata di quanto appaia. E’ vero, gli scambi commerciali tra Pechino e Algeria negli ultimi anni sono stati continui e oggettivi, ma in realtà quello che balza francamente agli occhi dell’opinione pubblica mondiale è un’Algeria che si trova ancora a fare i conti con le fluttuazioni di prezzo del petrolio, la dipendenza cronica dall’importazione di prodotti alimentari e lavorati, lo scandalo delle recenti elezioni per il rinnovo del mandato presidenziale di Bouteflika, e una Cina che, dal canto suo, si trova a combattere un clima di corruzione senza precedenti. Tutta ‘roba’ screditante gli sforzi finora compiuti in direzione di un clima partecipativo e di una crescita economica sana e costruttiva.

Giovanni Silletti

Fonte: Periodico Italiano, 12 gennaio 2010

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