Al via in Cina i processi per le rivolte nello Xinjiang

Partiranno questa settimana in Cina i processi a oltre 200 persone accusate di essere coinvolte nei disordini che hanno colpito la regione occidentale dello Xinjiang il mese scorso. Lo rende noto il quotidiano China Daily che cita una fonte anonima della polizia. Sarebbero già state predisposte ingenti misure di sicurezza nella capitale regionale, Urumqi, dove si celebreranno i processi aperti al pubblico.
L’elenco delle accuse è pesante e comprende atti di vandalismo contro beni pubblici, incendi, furti, omicidi e istigazione alal rivolta. Gli investigatori hanno dichiarato di aver in mano più di tremila prove contro gli imputati. Negli scontri tra uiguri e cinesi di etnia han cominciati il 5 luglio sono morte 197 persone e ci sono stati oltre 1.600 feriti.
Seguiranno i processi, secondo il governo 290 avocati, in gran parte uiguri. Secondo le autorità di Pechino i disordini, consdierati atti di terrorismo, sono stati fomentati dai separatisti uiguri. Secondo i commentatori occidentali, tuttavia, all’origine del conflitto ci sono le ennose e crescenti tensioni tra gli uiguri e la popolazione han della regione, che si è aggiudicata il potere politico e la maggior parte die ruoli chiave e dei posti di lavoro. Gli uiguri, un’etnia di origine turca e di fede musulmana è gravemente limitata sia nella pratica religiosa sia nella conservazione della propria lingua e della cultura tradizionale.

Fonte: La Stampa, 24 agosto 2009

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