Ai Weiwei imprigionato per “crimini economici”

L’agenzia statale Xinhua ha diramato oggi un dispaccio secondo cui l’artista Ai Weiwei, sempre molto critico del governo cinese, è sotto inchiesta per “sospetti crimini economici”. Ai, un artista noto in tutto il mondo, è stato bloccato il 3 aprile scorso mentre si imbarcava su un aereo per Hong Kong. In tutti questi giorni il governo non aveva mai dato alcuna notizia su di lui. L’accusa di “crimini economici” è la prima dichiarazione pubblica sulla sua sorte. La moglie di Ai Weiwei, Lu Qing, ha dichiarato di non aver avuto ancora alcuna informazione ufficiale. Subito dopo il suo arresto, almeno 40 poliziotti sono penetrati nella casa dell’artista sequestrando computer e soldi. Stati Uniti, Eu e organizzazioni internazionali per i diritti umani chiedono la scarcerazione dell’artista e accusano la Cina di voler condannare Ai come un comune criminale, nascondendo i motivi politici dietro all’arresto. In passato anche Wei Jingsheng, il “padre della democrazia” in Cina, è stato condannato per illegalità finanziarie. Ai è stato sempre critico verso il governo e il partito comunista cinese. È fra gli ideatori dello stadio Nido d’uccello”, una delle opere più gloriose delle Olimpiadi di Pechino. Ciò non lo ha fermato nelle pesanti accuse contro Pechino, le sue censure e la corruzione, difendendo i terremotati del Sichuan e i bambini uccisi sotto il crollo delle scuole, le madri dei bambini uccisi dal latte alla melamina, luoghi storici soggetti alla distruzione dai ciechi piani economici. Il suo arresto avviene in un momento di grande tensione nel Paese. In seguito alla “rivoluzione dei gelsomini” che sta scuotendo il Nordafrica e il Medio oriente, la polizia cinese sta effettuando centinaia di arresti contro avvocati, attivisti e portatori di petizioni, rei di denunciare ingiustizie e corruzioni nel sistema e di apprezzare i moti democratici in Medio oriente.

Fonte: Asia News, 7 aprile 2011

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