Agli arresti da mesi uno dei leader studenteschi di Tiananmen

Diritti umani e democrazia erano le richieste del movimento studentesco

Un ex-leader del movimento studentesco cinese di Piazza Tiananmen è stato arrestato e viene detenuto da alcuni mesi.

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Lo ha fatto sapere oggi la sua famiglia. L’uomo, Zhou Yongjun, ha 41 anni e nel 1989 fu uno degli organizzatori delle manifestazioni a favore della democrazia.

La protesta, che ebbe il suo centro nella simbolica piazza, si sviluppò tra aprile e maggio del 1989 e, proprio oggi, ne ricorre il ventesimo anniversario. Il movimento, iniziato nei giorni della morte del presidente Hu Yaobang (15 aprile) proseguì e in poche settimane si impose all’attenzione del mondo. Dopo un pesante braccio di ferro, il segretario del partito Zhao Ziyang che, all’interno del potere cinese rappresentava l’ala più morbida e “dialogante”, tentò un gesto disperato: all’alba del 20 maggio si presentò in piazza Tienanmen per cercare un confronto con gli studenti e cercare di convincerli a cessare le manifestazioni e lo sciopero della fame. Il suo tentativo fallì e gli costò anche la fine della sua carriera politica e, pochi giorni dopo, persino l’arresto. A quel punto prevalse la linea dura incarnata dall’ex presidente Den Xiao Ping. La parola passò all’esercito e ai carriarmati. La rivolta finì nel sangue con molti morti (da 800 a 2.600 secondo le fonti) e migliaia di arresti. Molti dei leader sono stati poi “riassorbiti” e reintegrati nella complessità della società cinese, molti sono fuggiti per sempre all’estero, altri “resistono” in patria tra mille difficoltà. In questi giorni, con l’anniversario e il rischio di tentativi di “celebrazioni”, il potere cinese è particolarmente attento, occhiuto e pronto a intervenire per stroncare qualsiasi segnale preoccupante.

Nel settembre scorso Zhou ha tentato di rientrare clandestinamente in patria ma è stato arrestato ed è detenuto nella prigione di Suining, nella provincia sudoccidentale del Sichuan. Il fratello ha affermato di aver ricevuto oggi dalla polizia cinese la notizia dell’arresto per “truffa”.

L’uomo fu arrestato il 4 giugno 1989, quando l’ esercito intervenne per sgombrare piazza Tienanmen uccidendo centinaia di persone, e rimase in prigione alcuni anni prima di emigrare negli Usa nel 1993. Nel 1998 tentò una prima volta di rientrare in Cina e fu condannato a tre anni di “rieducazione attraverso il lavoro” .

Scontata la pena, Zhou tornò negli Usa dove è rimasto fino allo scorso settembre, quando ha tentato di rientrare in patria, ha aggiunto il fratello.

fonte: La Repubblica, 13 maggio 2009

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