Acciaio cinese strozza il mercato europeo, 5.000 licenziamenti nell’ultimo mese.

Summit europeo a Bruxelles per studiare misure antidumping, l’Italia il Paese Ue più colpito.

BRUXELLES. Summit europeo il 9/11/2015 a Bruxelles dei ministri dell’industria dei 28 Paesi, per salvare la siderurgia europea, strozzata dalle importazioni dalla Cina che sta invadendo a prezzi stracciati il mercato europeo.

L’acciaio cinese negli ultimi tre mesi ha fatto crollare i prezzi e la produzione in Europa, con 5mila licenziamenti solo nell’ultimo mese. E l’Italia è il paese Ue più colpito. Dazi anti-dumping più veloci, sorveglianza del mercato e un chiaro no alla concessione dello status di economia di mercato a Pechino sono le richieste dei big dell’acciaio.

La sovracapacità del settore siderurgico in questo momento è stimata dai produttori europei di Eurofer a 500 milioni di tonnellate, di cui 300 solo in Cina. E questa da sola è superiore a più del doppio della semplice produzione europea.

In Italia negli ultimi 9 mesi, ha denunciato l’ad di Arvedi, Mario Caldonazzo, «la produzione è diminuita dell’8,8% a fronte di un aumento della domanda del 7,7%», mettendola nella situazione di «Paese più colpito» dal dumping delle esportazioni a basso prezzo dalla Cina ma anche da Bielorussia e Iran.

«È chiaro che c’è un problema quando costa meno comprare acciaio cinese in Europa che in Cina», ha affermato l’ad di ThyssenKrupp, Andreas Goss. E con le politiche su Ets (sistema di scambio di emissioni) e il taglio delle emissioni stesse attuate in modo parziale, ha messo in guardia l’ad di Celsa, Francesco Rubio, «rischiamo di esportare posti di lavoro e di importare CO2, esattamente il contrario degli obiettivi Ue».

La crisi del settore però non è nata oggi, e la Commissione Ue con l’allora commissario all’industria Antonio Tajani nel 2013 aveva adottato un Piano d’azione per l’acciaio. «Un’ottima iniziativa, purtroppo non implementata se non in modo parziale», ha sottolineato Caldonazzo. Anche per Calenda questo «è rimasto un vuoto esercizio teorico, quindi ora non possiamo permetterci altre false  partenze».

Ieri dunque è stato deciso di convocare una Conferenza di alto livello ad hoc anche con industria e parti sociali «possibilmente entro dicembre», ha annunciato il ministro lussemburghese Etienne Schneider, dove si farà anche il punto sull’attuazione del Piano per l’acciaio.

Il Tirreno,ediz Piombino- Elba,10/11/2015

English version, Reuters:

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