A vent’anni da Tiananmen, celebrato in Campidoglio il 20mo anniversario

Celebrato in Campidoglio il 20mo anniversario della rivolta di Piazza Tian An Men.
La Laogai Research Foundation Italia Onlus, con la partecipazione di Students for a Free Tibet Italia e l’associazione Memento Naturae, è riuscita per la prima volta a far ricordare ai “tre gentlemen” cinesi Lu Decheng , Yu Zhijian e Yu Dongyue, che gettarono  gusci d’uova pieni di vernice contro il ritratto di Mao Zedong,  la ribellione di studenti, operai e cittadini della primavera del 1989 contro il regime dittatoriale di Pechino.

i three gentleman in videoconferenza a roma
I tre Gentleman in videoconferenza

Roma ha voluto celebrare questa data perché è una città universale, con una storia millenaria e una cultura profonda, come hanno ricordato il consigliere comunale Ugo Cassone e il vice presidente della Provincia Bruno Petrella.
L’intervento del vice presidente, che ha puntato il dito sulla situazione locale, dove proprio ieri è stata sequestrata una sala da giochi d’azzardo gestita da cinesi, è stato incentrato sul controllo del territorio, in particolar modo sulla questione animale, esprimendo preoccupazione per quanto riguardo lo spellamento degli animali, e le pratiche di utilizzo culinario di cani e gatti, che in Cina fanno parte a tutti gli effetti del  menù.
Riccardo Oliva, presidente di Memento Naturae, ha espresso la necessità che la Cina attui dei grossi cambiamenti anche in tema di biopolitica, date la sua preoccupante concentrazione di Co2 e gli stravolgimenti  ambientali che sta attuando con le ultime opere di ingegneria “folle”, come la spaventosa diga sul fiume Giallo.
Il martirio dei cinesi, che hanno avuto la sfortuna di finirei nei Laogai, i Gulag o le camere di concentramento cinesi, veri e proprio centri di tortura psicofisica,  è stato introdotto con la sconvolgente testimonianza di Lili Zhao, esule cinese in Italia, in quanto facente parte del movimento spirituale  Falun Gong  osteggiato e censurato dal governo Cinese.
La giovane ragazza non rientra in patria da 9 anni, è stata arrestata 3 volte e ripetutamente torturata per far si che rinunciasse alla sua fede.
Lili Zhao ha lanciato un appello per ottenere delle informazioni su suo fratello, anche lui perseguitato in un Laogai, di cui non si hanno più notizie dal 2000.
Il martirio di tanti cinesi è lo stesso dei tibetani, come hanno testimoniato il dissidente Reting Tempa Tsering, imprigionato nei Laogai per oltre 22 anni.
A partire dal 56 ha combattuto contro l’invasione cinese, è stato ripetutamente arrestato per le manifestazioni a cui ha partecipato negli anni successivi e porta con sé i segni di violenze sul corpo, come ha tenuto a far vedere improvvisando uno spogliarello che ha scoperto anche un foro di proiettile sulla sua schiena.
Con  Yakar Gelek, coordinatore nazionale di Students for a Free Tibet Italia, hanno chiesto un minuto di silenzio per gli studenti di Tiananmen e le loro famiglie.
A seguire è partita la diretta web con i “tre gentlemen”, così chiamati perché non opposero resistenza al loro arresto, in collegamento da Washington.
Drammatica la loro testimonianza: si pensi solo che Yu Dongyue non è in grado di aprire la bocca, dopo la sua permanenza nei Laogai è un malato di mente a tutti gli effetti.
I tre si sono incontrati dopo 20 anni grazie alla Laogai Research Foundation, che ha permesso loro di fuggire e ottenere un visto.
“L’occidente non è mai stato seriamente informato su quanto accaduto negli anni di Mao” è stata la loro prima risposta inerente una valutazione storica del periodo, “e con Deng la situazione non è migliorata, dato che le famose 4 modernizzazioni non prevedevano  la democrazia”.
I tre gentleman sono assolutamente convinti che la situazione non è migliorata da allora, come confermano le commemorazioni a suon di censura di internet e controlli sui turisti, e secondo il loro parere “il partito dovrebbe essere debellato e non riformato; Obama non potrà fare molto per il popolo cinese; Forse un’altra manifestazione di dissenso come quella del 89 potrebbe sicuramente far cambiare la situazione”.

fonte: Irispress.it, 4 giugno 2009

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