Le 10 verità sul Tibet

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Introduzione: Sul nostro pianeta ci sono luoghi che vengono considerati sacri, dove l’energia dell’universo, incontra la coscienza dell’uomo, il suo spirito e si fondono in un tutt’uno. Ti fanno sentire profondamente partecipe di questa consapevolezza. Ci distaccano da questa nostra vita fondata più su l’apparire che l’essere.

Vivere nell’apparire ci fa dimenticare il fatto che su questa terra siamo tutti di passaggio e, un giorno, il fango che ci siamo portati dietro avrà il suo peso. A volte i nostri sguardi si alzano per cogliere, al di sopra dell’effimero, la trascendenza del tempo e della morte. Le alte vette sono state sempre considerate l’incarnazione del nostra fede, come le quattro montagne direzionali della Cina buddhista, dove i bodhisattva (grandi maestri e saggi che aspirano all’Illuminazione. di ogni montagna apparivano ai pellegrini come manifestazioni di una mente risvegliata).

Tra mito e leggenda: Shambala (scritto anche Shambhalla o Shamballa), nel buddhismo tibetano è un luogo mitico situato in India secondo il Kalachakra Tantra o sotto la catena montuosa dell’Himalaya. Esso viene citato in vari testi antichi come il Kalachakra Tantra(Rito Buddhista) e gli antichi testi della cultura Zhang Zhung, precedente all’arrivo del buddhismo nel Tibet. La tradizione narra che questa terra nascosta non è raggiungibile se non da iniziati o individui dediti alla resurrezione spirituale dell’umanità.

Il Sinai, dove Dio “apparve” a Mosè. Dalle montagne ci viene la sapienza di Gesù.

Il TIBET è stato definito da Peter Gold “L’ altare della terra”. E’ l’altopiano più elevato del mondo e il più abitato. Le sue cime sono tra le più alte del mondo. Chi attraversa quelle terre può avvertire la profonda spiritualità di quei luoghi. Gli esseri umani vanno sempre in cerca di luoghi sacri, volgono i loro sguardi al cielo laddove la luce, la pace la serenità gravitano immutabili nel tempo, essendo cose elevate.
In un atlante si può osservare che la forma del Tibet è chiaramente definita dai toni altimetrici, da colori bianco e malva messo in evidenza dalle imponenti vette rispetto ai colori marroni, senape, ai verdi digradanti delle zone sottostanti al Tibet sino a baciare i mari.

PRIMA VERITA’

1a) IL TIBET NON E’ LA CINA, NE’ L’INDIA, NE’ LA BIRMANIA, NE’, INFINE, IL NEPAL. Il Tibet giganteggia al di sopra di tutto. E’ un mondo in cui le terre abitabili si trovano tra i 3.500 e i 5.000 m slm e le montagne superano i 6.000 m di altezza.

Come ci testimonia la stessa geografia terrestre il Tibet non è la Cina, ne l’India, ne la Birmania, ne il Nepal. Il Tibet giganteggia su tutto. Le sue terre abitabili svettano tra i 3500 e i 5000 metri sopra il livello del mare. Le montagne superano i 6000 metri di altezza. E’ possibile passeggiare per quei pascoli d’alta quota alla stessa altitudine raggiunti da un aereo che percorre la linea Milano-Pisa. I fiumi nascono dal disgelo primaverile delle nevi.

La sua popolazione è di circa sei milioni di abitanti.

Sintesi curata e suddivisa in sezioni da Gianni Taeshin Da Valle, Laogai Research Foundation

Continua a leggere:

 

• Le 10 verità sul Tibet: 2a-3a Verità.
• Le 10 verità sul Tibet: 4a,5a e 6a Verità.
• Le 10 verità sul Tibet: 7a,8a, 9a e 10a Verità

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