Xinjiang, governatore ammette che polizia Cina uccise 12 uiguri

La polizia cinese ha sparato e ucciso 12 manifestanti uiguri questo mese nello Xinjiang. Lo ha comunicato oggi il governatore regionale Nuer Baikeli, in una rara ammissione da parte del governo di morti inflitte dalle forze di sicurezza.

Nelle peggiori violenze etniche nello Xinjiang da decenni a questa parte, gli uiguri il 5 luglio hanno attaccato la maggioranza di etnia cinese Han nella capitale regionale Urumqi dopo essere scesi in piazza per protestare per uno scontro etnico in una fabbrica nel sud della Cina a giugno che aveva provocato la morte di due uiguri.

Le violenze hanno provocato la morte di 197 persone e il ferimento di oltre 1.600, la maggior parte cinesi di etnia Han che hanno poi dato vita a ritorsioni nei giorni successivi. Circa 1.000 persone, la maggior parte delle quali uiguri, sono state arrestate nella repressione del governo.

A una domanda su maggiori particolari sulle morti, il governatore ha dichiarato che la maggior parte delle vittime hanno subito lesioni alla testa provocate da mattoni e sbarre di ferro.

Il governatore Baikeli, un uiguro, ha detto che la polizia ha sparato e ucciso 12 rivoltosi uiguri armati che attaccavano civili e saccheggiavano negozi dopo che avevano ignorato dei colpi d’avvertimento sparati in aria.

Gli uiguri sono un popolo turco a larga maggioranza musulmana che condivide radici linguistiche e culturali con i popoli dell’Asia Centrale.

Fonte: Reuters, 18 luglio 2009

Per approfondire:

Che cos’è lo Xinjiang?

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