Wukan, il PCC ai media: cancellate ogni notizia sul “villaggio della democrazia”

Non si fermano le proteste del piccolo borgo del Guangdong contro gli abusi delle autorità. Il Dipartimento di propaganda ordina la rimozione di ogni informazione. I cittadini ancora in protesta contro l’arresto del loro leader. Attivisti per i diritti umani: “Sembra di essere nella Germania nazista”.

Guangzhou (AsiaNews) – Il potentissimo Dipartimento di propaganda del Partito comunista cinese ha ordinato a tutti i media nazionali di cancellare notizie, foto o video relativi alle proteste del villaggio di Wukan. Il piccolo borgo di pescatori della provincia meridionale del Guangdong lotta da giorni per ottenere il rilascio del proprio capo villaggio, eroe delle proteste democratiche del 2011. Il governo centrale teme una “epidemia di legalità” dopo che altri villaggi hanno denunciato soprusi simili a quelli subiti dagli abitanti locali.

Una direttiva privata del Dipartimento è stata intercettata e tradotta da China Digital Times. Nel testo i funzionari scrivono: “Riguardo l’ex capo villaggio di Wukan, Lin Zuluan, ricordiamo che egli è sotto inchiesta ed ha ammesso le sue colpe. Quindi ai siti di informazione è fatto divieto assoluto di pubblicare o ri-pubblicare notizie, foto, video e ogni altra forma di comunicazione sulle proteste di massa avvenute nel luogo”. I responsabili di questi organi “devono controllare ogni notizia o editoriale relativo a questi fatti, punendo con fermezza coloro che diffondono con malizia informazioni manipolate, e denunciarli ai superiori”.

La decisione è stata presa dopo che le autorità locali hanno dichiarato ogni reportage da Wukan “illegale”. I responsabili della propaganda del Guangdong hanno accusato in maniera diretta alcuni media di Hong Kong di “fabbricare notizie false” per fomentare le proteste. Nella lista dei media “non graditi” sono stati inseriti anche la CNN, la BBC e l’Associated Press.

Nel frattempo continuano le proteste della popolazione locale, che vuole il rilascio del capo villaggio. Lin è stato arrestato nei giorni scorsi e ha “confessato” i suoi “crimini” nel corso di una conferenza stampa videoregistrata molto criticata dai residenti. Un abitante di Wukan dice a Radio Free Asia: “Ora è molto difficile persino entrare o uscire da qui, perché le autorità bloccano tutti. Hanno persino fermato la vendita delle carte prepagate per i telefoni cellulari”.

Diversi attivisti per i diritti umani chiedono “maggiore trasparenza” sul caso. Zhuang Lei dice: “Come cittadini vogliamo giustizia, verità e correttezza. I nostri connazionali hanno già sofferto abbastanza, e noi proviamo molta compassione nei loro confronti”. Hu Jia, una delle bandiere del movimento democratico in Cina, aggiunge: “Ormai la situazione della stampa nazionale ricorda quella tedesca durante l’era nazista. Il ruolo dei media è stato distorto al punto che tutti devono essere soltanto portavoce del Partito”.

Asia News,23/06/2016

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