World Press Freedom Day 2016: una stampa libera e aperta nel Turkestan orientale è essenziale per migliorare i diritti umani degli Uiguri

In occasione “giornata mondiale della libertà di stampa”, il Uyghur Human Rights Project (UHRP) sottolinea gli effetti negativi delle restrizioni del governo cinese nel Turkestan orientale. L’UHRP ritiene che i duri controlli sui media nazionali ed esteri nella regione hanno contribuito al declino delle condizioni dei diritti umani per la popolazione uigura. L’UHRP afferma che lo sviluppo di una stampa libera e aperta nel Turkestan orientale è un prerequisito per raggiungere non solo una valutazione imparziale della situazione nella regione, ma anche per il monitoraggio dello stato di repressione dei diritti umani.

“La Cina non si fa intimidire dal limitare la libertà di stampa nel Turkestan orientale. Attraverso una dura repressione della libertà di stampa, la Cina si assicura che le sue politiche non siano in relazione all’instabilità nel Turkestan orientale”, ha detto il direttore del UHRP, Alim Seytoff, in un comunicato.

Seytoff ha aggiunto: “I controlli ai media nel Turkestan orientale sono stati ben documentati e indicano l’obiettivo della Cina nel nascondere la vasta gamma di violazioni dei diritti umani commessi nella regione. Ogni volta che c’è un grave incidente che coinvolge degli Uiguri è quasi impossibile arrivare alla verità, perché il governo cinese censura qualsiasi altra fonte che contraddice i comunicati ufficiali”.

In relazioni ai principali monitor della libertà di stampa, la situazione della Cina sulla censura e la persecuzione di giornalisti è stata inequivocabilmente condannata. La Cina è al 176 posto in relazione alla libertà di stampa su 180 stati, secondo il  ‘Reporters Without Borders’ del 2016.

La Cina previene e punisce i commenti, nazionali ed esteri, critici sulla repressione in Turkestan orientale e, in particolare, delle presunte misure antiterrorismo nella regione. I casi dell’accademico Ilham Tohti, della giornalista francese Ursula Gauthier e dei tre fratelli di Radio Free Asia (RFA) arrestati nel 2014 e il 2015 (due sono stati in seguito rilasciati),  dimostrano la tolleranza zero di Pechino.

Gli Uiguri che parlano ai media sulle condizioni in Cina sono regolarmente puniti. Patigul Ghulam è stato arrestato maggio 2014, circa un mese dopo l’intervista a RFA sulla non cooperazione ufficiale nella ricerca di suo figlio scomparso nei disordini in Urumchi il 5 luglio 2009. Ghulam è stato condannato in un processo a porte chiuse nel mese di aprile 2016, e la sua condanna è sconosciuta.

Le autorità cinesi sono attualmente in possesso Ershidin Israel, che era fuggito dalla Cina al Kazakistan nel settembre 2009 dopo aver informato i giornalisti RFA circa il pestaggio a morte dello uiguro Shohret Tursun. Israel ha anche informato RFA per l’arresto di altri due individui uiguri, Haji Memet e Abdusalam Nasir, i quali erano stati accusati dalle autorità cinesi di fornire informazioni ai RFA sulla morte di Tursun.

Traduzione a cura della LRF

Fonte: UHRP, 2 mag 16

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