Wen Jibao in Europa per cercare alleati

Pechino,Cina – Dopo il gelo sceso sulle relazioni sino-europee lo scorso dicembre, il governo di Pechino invierà il Primo Ministro Wen Jiabao nel vecchio continente, la prossima settimana, a rilanciare le relazioni con il primo partner commerciale in un momento di forti turbolenze economiche.

Il calendario, annunciato ieri dal Ministro degli Esteri, prevede una visita di una settimana a Bruxelles , al forum economico di Davos e nelle capitali di Svizzera, Spagna, Germania e Regno Unito per cercare soluzioni comuni per uscire dalla crisi finanziaria che ha toccato entrambi i continenti. L’itinerario lascia, però, fuori la Francia, una delle maggiori controparti economiche della Cina in Europa, sulla scia della crisi innescata dall’incontro del Presidente Nicolas Sarkozy con il Dalai Lama alla fine dello scorso anno.

Il Ministro degli Esteri Assistente, Wu Hongbo, ha spiegato che la missione di Wen ha tre obiettivi principali. “Per primo mira a elaborare politiche comuni per far fronte al rallentamento economico globale- ha detto Wu- in secondo luogo a consolidare le relazioni bilaterali e espandere la cooperazione con 4 paesi, e infine a promuovere le relazioni fra Cina e Europa”.

Nel quadro della crisi finanziaria internazionale e delle conseguenze sulle economie reali, Pechino e Bruxelles non possono oggi far a meno l’una dell’altra, e, messe da parte le scaramucce di fine anno del 2008, i vertici delle due parti sono intenzionati a cercare soluzioni comuni. Attualmente l’Europa è il primo mercato di esportazione per i prodotti cinesi (le importazioni dalla Cina sono cresciute del 21% annuo nell’ultimo lustro), ed un rallentamento dei consumi nelle città del vecchio continente ha ripercussioni pericolose non solo sull’economia ma anche sulla stabilità sociale del dragone asiatico. Le onde di lavoratori migranti costretti a ritorni forzati nelle campagne per la chiusura di centinaia di migliaia di fabbriche è imputata, in Cina, alla diminuzione della domanda dall’estero e al calo delle esportazioni, che potrebbe stimolare con accordi mirati con i paesi da cui dipende. Ma l’Europa, dal canto suo, soffre di un deficit commerciale che cresce al ritmo di 40 mld di euro annui e che lo scorso anno ha raggiunto i 160 mld di euro, nonostante la Cina sia il mercato che cresce più rapidamente per i prodotti “made in Europa” (+75% all’anno nell’ultimo quinquennio).

Pechino potrebbe, quindi, attingere all’enorme fondo di riserve che possiede per stimolare la ripresa finanziaria dell’Europa, e allentare allo stesso tempo alcune restrizioni commerciali che limitano gli investimenti stranieri in settori in cui i paesi europei sarebbero più competitivi, a partire dai servizi. L’uso diplomatico delle risorse economiche da parte della Cina obbliga, però, i paesi europei ad un certo riguardo nei confronti del gigante. L’ultimo richiamo si è visto quasi due mesi fa, quando Pechino ha annullato all’ultimo momento il vertice Ue-Cina previsto a Lione, a causa del comportamento provocatore del presidente francese e allora presidente di turno dell’Unione Sarkozy. L’incontro in Polonia con il leader spirituale del Tibet ha mandato su tutte le furie il governo cinese e sacrificato anche le pressanti necessità della crisi economica.

Molti oggi vedono in quello sgarbo anche la ragione di una mancata tappa parigina di Wen Jiabao, nonostante la diplomazia cinese abbia spiegato che la destinazione non era prevista nei piani e che non c’è stato nessun invito formale da parte francese. Invece, Wen andrà a Londra, un’altra economia che soffre fortemente delle conseguenze del crollo del mercato finanziario, dove concluderà accordi con Gordon Brown che dal Ministero cinese fanno sapere ancora in via di definizione. Il premier sarà accompagnato dal Ministro degli Esteri Yang Jiechi, dal direttore della Commissione Nazionale pre lo Sviluppo e le Riforme, Zhang Ping, e dal Ministro del Commercio Chen Deming.

APCOM, 23 Gennaio 2009

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