Volvo e General Motors delocalizzano in Cina

Fan Yu, Epoch Times | 20/01/2016
‘Made in China’ è sinonimo di prodotto di scarsa qualità, di oggetti economici che non durano molto. Negli anni, le industrie e le linee di montaggio cinesi hanno aumentato le loro esportazioni in America e quest’anno esporteranno le prime automobili made in China.

I costruttori di auto cinesi avevano già pensato di esportare le auto negli Usa, ma l’idea non era mai uscita dai loro uffici. Malcolm Bricklin, imprenditore che ha portato le auto Subaru e Yugo negli Usa, ha cercato, fallendo, di importare le auto Chery cinesi attorno al 2000. Ma tutto cambierà nel 2016: la Volvo Car Corportation (di proprietà cinese e con sede in Svezia) e la General Motors Co. (cinese con sede a Detroit), hanno entrambe in piano di portare in America le loro auto.

VOLVO E CADILLAC MADE IN CHINA

Lo Zhejiang Geely Holding Group Co. nel 2010 aveva comprato dalla Ford Motor Co. per un miliardo e mezzo di dollari la Volvo, allora in difficoltà. È stata la più grande acquisizione di un produttore di auto da parte di una compagnia cinese. La Volvo comincerà a importare la berlina di lusso S60 Inscription nell’estate del 2016: le berline saranno prodotte dalla Volvo presso lo stabilimento cinese di Chengdu, capoluogo della provincia dello Sichuan. I volumi saranno probabilmente bassi, attorno a 1.500 nel 2016, ma aumenteranno nei prossimi anni.
La S60 Inscription verrà messa sul mercato con un prezzo di partenza di 40 mila dollari; la variante importata dalla Cina sarà una versione a passo lungo della berlina S60, con più spazio per i passeggeri posteriori.

La General Motors, che è anche il principale produttore di auto americano, ha in programma di importare il Suv crossover Buick Envision dalla Cina all’inizio di quest’anno.

La Gm non dovrebbe importare una grande quantità di veicoli: all’inizio saranno attorno a 30 mila o 40 mila all’anno, secondo un articolo del Wall Street Journal. La Gm ha anche annunciato che importerà la versione ibrida elettrica plug-in della nuova CT6 della Cadillac dalla Cina agli Usa. Buick è il brand della Gm che ha il maggiore successo in Cina, e la compagnia userà le vendite della Envision, che appartiene alla gamma dei Suv crossover – sempre popolari – come misuratore della domanda di automade in China.

La S60, la CT6 e la Envision non saranno le prime auto completamente cinesi vendute in Nord America: nel 2012, la Honda Motor Company ha cominciato a importare vetture cinesi subcompact della serie Fit in Canada. La Honda ha spostato la produzione delle Fit dal Giappone alla Cina per migliorare i margini ed evitare la concorrenza sempre più forte dello yen.

UNA FETTA DELLA TORTA AMERICANA

Il volume delle esportazioni Cina-America sarà basso per il 2016 e non farà molto testo per i consumatori. Inoltre queste importazioni vengono da marchi già ben radicati negli Usa.

Tuttavia, le decisioni della Gm e della Volvo segnano l’inizio di un cambio di strategia da parte dei produttori di auto globali, e rappresentano un esperimento che sarà osservato con attenzione da altre Case automobilistiche. Molte stanno considerando mosse simili. Se le vendite andranno bene – come ci si aspetta, stando alla recente performance del mercato automobilistico – potrebbero dare il via a una maggiore espansione dei brand cinesi in Nord America.

Cinquanta anni fa, grandi marchi come Toyota, Honda e Nissan, suonavano poco familiari ai consumatori americani. Le piccole ed economiche auto dal Giappone divennero popolari durante la crisi del petrolio negli anni ’70. Negli anni 90, anche la Corea del Sud è entrata nel mercato Usa con la Hyundai e la Kia, che inizialmente avevano seri problemi di affidabilità. Questi problemi, e la cattiva reputazione derivante, sono spariti solo recentemente.

I principali produttori nazionali di auto in Cina, come Great Wall Motor e Geely, hanno un forte vantaggio rispetto alle case automobilistiche asiatiche di un tempo: il Partito Comunista Cinese costringe i produttori di auto dell’estero che vogliono vendere in Cina, a formare delle joint venture strategiche con i partner cinesi locali, e questi accordi includono trasferimenti di tecnologia.

A oggi, le case automobilistiche cinesi vendono auto nell’Asia del Sud, in Africa e in Medio Oriente; finora i mercati sviluippati di Europa Occidentale e Nord America non erano stati toccati dai cinesi.

SPOSTAMENTO DELLA PRODUZIONE

Sebbene Gm e Volvo si siano entrambe impegnate a mantenere la maggior parte della produzione nei loro Paesi nativi, il settore vedrà un lento ma graduale spostamento della produzione in Cina. D’altronde, nel lungo periodo la crescita di domanda di veicoli verrà dai mercati emergenti, e le principali case automobilistiche statunitensi ed europee hanno già preparato la produzione in quei mercati come Asia e Medio Oriente, in modo da rispondere alla domanda.

Diversamente dall’improvviso spostamento dell’intera produzione dagli Usa all’Asia, che si vede nei settori dell’abbigliamento e della manifattura di piccola scala, il cambiamento del genere nel settore automobilistico sarà probabilmente lento e graduale. Mentre la crescita economica rallenta e la richiesta di veicoli si riduce, la produzione verrà probabilmente tagliata – lentamente – a partire dai mercati che hanno costi più alti, mentre le fabbriche nei mercati a basso costo, come l’Asia, manterranno integra la loro produzione.

Prime avvisaglie di questo cambiamento economico si possono già individuare nella decisione della Gm di importare la Buick Envision. Da tempo tra i principali produttori di auto stranieri che vendono di più in Cina, la Gm ha dedicato quasi tutta la sua produzione locale a soddisfare la vorace domanda cinese per le automobili.

Nonostante le vendite in Cina abbiano raggiunto un picco nel 2015, la crescita è rallentata nel periodo recente e probabilmente rallenterà ulteriormente durante il 2016. Ad esempio dal 2014 al 2015, nel mese di dicembre, c’è stata una crescita delle vendite del 5,2 per cento; mentre, sempre a dicembre, dal 2013 al 2014 la crescita era del 12 per cento.
Altre case automobilistiche hanno visto tendenze molto simili: la Toyota è scesa dal 12 per cento nel 2013-14 all’8,7 per cento del 2014-15 (sempre parlando della crescita annuale a partire dal mese di dicembre) e la crescita della Ford è scesa dal 19 per cento al 3 per cento.

Dato che gli analisti indipendenti ritengono che la crescita cinese rallenterà in modo significativo nel 2016, le Case stanno già cercando dei modi per dirottare la loro produzione in eccesso verso mercati stranieri. A colpi di 10 mila auto per volta.

Fonte: Epoch Times, http://epochtimes.it/n2/news/gm-e-volvo-scommettono-sulle-auto-made-in-china-3242.html

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