VIVISEZIONE falsa scienza

Tutto il mondo degli animalisti è in fermento per  far chiudere GREEN HILL di Montichiari(BS) e tutti gli allevamenti di animali destinati ai laboratori per la sperimentazione. Green Hill è l’unico allevamento di “cani da laboratorio” rimasto in Italia, uno dei più grandi d’Europa. L’8 settembre  2010 il Parlamento Europeo ha approvato la DIRETTIVA 86/609/CEE sulla vivisezione e gli animali da sperimentazione, che va ad infierire più crudelmente su queste stirpi disgraziate. Secondo l’uso, la direttiva è presentata come uno strumento migliorativo che riduce gli esperimenti sugli animali. Invece permetterà di aggirare i limiti posti dalle precedenti normative, consentendo ad esempio di utilizzare ripetutamente lo stesso soggetto anche in procedure che causano intenso dolore, sofferenza e angoscia. Ammetterà gli esperimenti non solo su cani e gatti allevati a questo scopo, ma anche sulla  fauna selvatica in via di estinzione; gli interventi chirurgici senza anestesia e analgesici; e l’uso di test per misurare lo stress psicologico e fisico (isolamento e nuoto forzato degli animali). Tutti comunque siamo sorpresi da questo passo indietro per proteggere la falsa scienza, il sadismo dei vivisettori e l’interesse ” paperonico” delle multinazionali farmaceutiche. Le differenze tra l’uomo e l’animale nei confronti del proprio sistema immunitario e della propria salute sono enormi. Un animale si rimette in piedi o peggiora, tanto da morire, in tempi molto più brevi di quelli del genere umano. Per avere risultati attendibili si dovrebbe poter effettuare la sperimentazione diretta sull’uomo, crimine effettuato in segreto e illegalmente da molte nazioni, tra le quali gli USA e la Svezia, se ricordiamo le vittime della pioggia nucleare fatta cadere  sugli incroci di importanti città (di cui si parlò una ventina di anni orsono e poi si tacque). Nell’ignoranza della realtà sovietica (lager comunisti nell’ex URSS), gli unici esperimenti medici sull’ uomo, di cui si sente dire, risalgono al periodo della Germania nazista. Questi, evidentemente irripetibili e orrendi, tuttavia procurarono alla medicina mondiale un autentico balzo in avanti nelle conoscenze, dopo la pubblicazione dei loro risultati nel 1956. Ma erano esperimenti effettuati sui detenuti e non sugli animali dei lager! Qualsiasi sperimentazione sulle bestie lascia sempre grandi dubbi o danni (vedi il caso della talidomide, farmaco innocuo per gli animali ma responsabile di 10.000 bambini malformati) e non giustifica la sofferenza dei disgraziati animali che fungono da cavie. Persino Hermann Goering, il noto “mostro”  del Terzo Reich, aveva ottenuto di far abolire  la vivisezione, giudicandola  già inutile. Se noi  ripristiniamo e rafforziamo la vivisezione che la Germania nazista, additata come esempio di ogni turpitudine, aveva già abolito negli anni Trenta, come possiamo fare oggi il processo ai Cinesi, perché scuoiano  cani e gatti vivi,  per produrre ornamenti di pelliccia da esportare nel mondo intero? Con felice espressione, il Papa Benedetto XVI ha definito gli animali  “nostri fratelli nella creazione” e quindi è per noi un obbligo morale difendere le  povere bestie sottoposte alla crudeltà umana. E’ proprio la scienza ad insegnarci che esistono tante diverse strade per raggiungere un obiettivo. Insistere sulla vivisezione  è paragonabile all’ostinazione ideologica, nella medicina umana, sull’uso delle cellule staminali infantili quando le stesse mete possono essere raggiunte  con l’utilizzo delle staminali adulte. Con la convinzione che si tratta di una   giusta guerra abbiamo scandito gli slogan: “assassini!”, “vergogna!”, “chiudiamo Green Hill”, unendoci al gran corteo romano degli Animalisti che è partito da Piazza dell’Esedra delle Terme di Diocleziano (oggi omologata col nome di Piazza della Repubblica) il 25 settembre 2010  per testimoniare sdegno e rabbia fino a Piazza del Popolo. Presenti molte associazioni convenute da tutta l’Italia: “Fermare Green Hill”, “Animalisti Italiani”, “Liberazione Animale”, “Partito Animalista Europeo”, “Aura”, “Il Popolo Nero dei Castelli Romani”, “Amici di Fido”, “A.I.D.A:”, “Leal L’Aquila”, etc… e moltissimi cittadini, aggregatisi per la sola causa della difesa dei diritti animali, che innalzavano scritte rosso sangue su strisce di lenzuoli e orripilanti fotografie scattate di nascosto agli animali negli stabulari. Rappresentati numerosi siti: “vivo.com”, “laverabestia.org”, etc… Importanti lo striscione con i nomi degli europarlamentari firmatari della direttiva (da Albertini ex sindaco di Milano a Cofferati, ex CGIL ed ex sindaco di Bologna!) e il pannello con i nomi delle imprese commerciali, che si servono della vivisezione per testare i loro prodotti (vedi vivo.com).  Abbiamo rivisto con piacere sventolare le bandiere rosse e nere degli anarchici, notando però con dispiacere diverse assenze. “Memento Naturae”, “La Foresta che avanza”, “Autonomi Antispecisti”, “Fronte Antivivisezione”, “Albero Bianco”, “Offensiva Animalista”, gruppi con specifiche caratteristiche ma tra loro coordinati e molto attivi nella battaglia animalista, a livello regionale e nazionale, non erano rappresentate. Conoscendo  la passione e l’impegno che gli animalisti pongono sempre nella loro battaglia, meravigliate di queste assenze, abbiamo sospettato la loro arbitraria esclusione da parte dei promotori della manifestazione. A Piazza del Popolo, infatti, abbiamo appreso di altre cancellazioni di nomi eccellenti, fatto che dimostra soltanto quanto lavoro ci sia ancora da fare per l’unità d’Italia. Se la causa è giusta perché la possono difendere solo quelli che si autoproclamano eletti e giusti? Le scimmie con la bocca aperta gridano l’urlo del quadro di Munch e con le torture acquistano un’espressione umana. Non è meglio che siano in tanti a difenderle?

Contributo di Nilva Mazzieri e Maria Vittoria Cattania

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