I trucchi e le violenze di Pechino per fermare i giovani cinesi alla Giornata mondiale gioventù.

Il governo ha bloccato il 25 luglio 2016 un gruppo di 50 giovani pellegrini, già imbarcati su un aereo diretto a Cracovia. Interrogati per ore all’immigrazione, sono stati “ammoniti” e rimandati a casa con l’ordine di non contattare nessuno all’estero. Nel frattempo, per i luoghi centrali della Giornata mondiale della Gioventù si aggirano “giovani cattolici cinesi”, in gruppi di cinque o sei persone, che hanno il compito di spiare i compatrioti. Lavorano per Istituti culturali o aziende cinesi in Polonia.

Cracovia – Il governo cinese ha fermato il 25 luglio 2016 un gruppo composto da 50 giovani pellegrini, imbarcati su un aereo diretto a Cracovia, e li ha costretti a scendere e tornare a casa. I funzionari politici dell’aeroporto di Pechino hanno bloccato l’aeroplano, già sulla pista di partenza, e hanno prelevato i ragazzi: interrogati per ore all’immigrazione, sono stati “ammoniti” e rimandati a casa con l’ordine di non contattare nessuno all’estero. Lo dice ad AsiaNews un giovane cattolico cinese, già in Polonia, che aveva avuto dal suo parroco il compito di guidare la delegazione.

Il gruppo bloccato era composto da ragazzi di Pechino e delle diocesi circostanti. Non avendo trovato sponsor europei che garantissero per loro, si sono semplicemente recati all’ufficio consolare polacco nella capitale cinese per chiedere il visto. Ottenuto il documento, hanno comprato i biglietti e si sono imbarcati. Il governo li accusa oggi di aver “violato le direttive per i viaggi all’estero”, ha ritirato loro i passaporti e ha minacciato il parroco di “gravi conseguenze” se avessero di nuovo “violato la legge”.

La fonte di AsiaNews, anonima per motivi di sicurezza, racconta che nonostante tutto la presenza cinese – dal continente, Hong Kong, Macao e Taiwan – è comunque “considerevole. Parliamo di diverse migliaia di persone, forse addirittura 8mila in tutto dal mondo cinese. Siamo contentissimi di essere qui e di poter vedere il Papa e pregare con lui”. Tuttavia, rimane una grande ombra sul loro pellegrinaggio in questa XXXI Giornata mondiale della gioventù: “Tutti quelli con cui ho parlato ora sono tristi e hanno paura di quello che succederà una volta tornati a casa. Non è bello vivere così”.

Pechino ha intenzione di controllare da vicino i connazionali che sono riusciti a sfilarsi dalla rete messa intorno alla Gmg, e per farlo ha rispolverato un trucco dell’epoca maoista: ha chiesto ai dipendenti delle aziende cinesi in Polonia e ai funzionari di diversi Istituti culturali cinesi sul territorio polacco di andare in giro per i luoghi della Giornata con la bandiera cinese, avvicinando gli altri gruppi cattolici di conterranei e cercando di ottenere più informazioni possibili.

Ieri mattina, nella grande piazza Mariacki dominata dalla cattedrale dedicata alla Madonna, uno di questi gruppetti sventolava con grande enfasi la bandiera rossa. Avvicinati, hanno dichiarato di essere della provincia dell’Hebei – “roccaforte” del cattolicesimo cinese – e hanno spiegato che era stato “facilissimo” arrivare qui con i giovani di tutto il mondo.

Interrogati sulla loro diocesi di provenienza, non hanno però saputo rispondere; alla domanda su chi fosse il loro vescovo – posta anche in lingua cinese – hanno chiesto cosa fosse un vescovo. L’ultima richiesta, su chi fosse il sacerdote che li accompagnava, hanno risposto di “non averne bisogno”.

Asia News,26/07/2016

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