Tramonta il dollaro? Al G20 si vuole parlare di una moneta unica e globale

G20 paesi più importanti del mondoÈ probabile che al G20 in programma ai primi di aprile a Londra, si possa parlare della “fine dell’era del dollaro” come moneta di riferimento. La crisi finanziaria globale spinge a ripensare alcune riforme dell’economia mondiale e prima fra tutti la nascita di una moneta unica planetaria. Ciò significa mettere la parola fine sulla dipendenza dal dollaro americano. La proposta è venuta giorni fa da Zhou Xiaochuan, governatore della Banca centrale di Cina, ma è un’idea che ogni tanto affiora nelle menti della finanza internazionale.

In un suo discorso pubblicato il 24 marzo scorso sul sito on-line della sua istituzione, Zhou afferma che il sistema monetario mondiale sogna di “creare una moneta di riserva internazionale, che sia staccata da nazioni singole e sia capace di rimanere stabile a lunga distanza, togliendo perciò le tipiche deficienze causate dall’uso di monete nazionali basate sul credito”.

Zhou suggerisce di usare come “moneta internazionale” gli Sdr (Special drawing right), un’unità di misura introdotta 40 anni fa dal Fondo monetario internazionale, e che si basa su un paniere di monete che comprende il dollaro Usa, l’euro, lo yen giapponese e la sterlina britannica. La Cina sembra suggerire anche di allargare il paniere, inserendo pure lo yuan.

Le parole di Zhou sembrano essere una mossa indispettita di Pechino verso il modo in cui gli Stati Uniti stanno affrontando la crisi economica, e cioè stampando carta moneta e titoli di Stato che rischiano di far precipitare il valore del dollaro. Essendo il più grande possessore di valuta estera, in maggior parte americana, Pechino teme che la politica di Washington possa decurtare la sua ricchezza.

Altri Paesi domandano di rivedere il riferimento al dollaro. Oltre ad alcuni Paesi dell’euro (Francia e Germania), vi sono in particolare anche Russia, India, Brasile, Sud Corea e Sud Africa. Mosca, in particolare, ha chiesto che al G20 si possa discutere dell’introduzione di una moneta sopra-nazionale per riformare il sistema monetario internazionale.

Il problema che molti analisti fanno notare (v. anche AsiaNews.it, 09/12/2008 Crisi economica: Stati Uniti e Cina, tempesta valutaria all’orizzonte) è che una riserva di valuta internazionale richiede una banca centrale che avrebbe il compito di gestire le riserve nazionali. Ma ciò significherebbe molta burocrazia, conflitti di interessi e conflitti politici e di dominio. E magari anche una guerra. Secondo alcuni analisti ci si prepara a una guerra nel Nord Asia (penisola coreana) o nel Medio Oriente (Iran).

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