TIBET: migrazione forzata di 200 famiglie per progetto di estrazione mineraria

Le autorità cinesi nella regione di Chamdo (Qamdo), conosciuta in cinese come Changdu, nella parte orientale della regione autonoma del Tibet, hanno obbligato quasi 200 famiglie tibetane a lasciare le loro case per far posto ad un progetto di governo senza fornire alcuna spiegazione adeguata.

Secondo Radio Free Asia alle famiglie in preda alla disperazione, è stato detto di andare a vivere sulle rive  delle due città situate su due lati opposti del fiume Gyalmo Ngulchu, o Salween, in Dzogang county e tutto a loro spese.

Alcuni abitanti del luogo sono convinti che il governo cinese abbia in programma un progetto di estrazione mineraria.

Alle famiglie colpite dal provvedimento di esproprio forzato era stato promesso un risarcimento da 12.000 a 20.000 yuan (US $ 2.176 a $ 2.901), ma non è mai stato erogato, mettendo in serio pericolo la sopravvivenza di queste famiglie molto povere.

Alcuni nuclei famigliari hanno presentato un ricorso per rimanere nelle loro abitazioni, ma le autorità cinesi hanno risposto che è un ordine del governo e deve essere rispettato.

Molte aree tibetane sono diventate una fonte importante dei minerali necessari per la crescita economica della Cina e questo causa frequenti allontanamenti forzati degli abitanti locali che accusano le imprese cinesi di voler eliminare siti di importanza spirituale e di inquinare l’ambiente per sfruttare le ricchezze del territorio.

Traduzione Laogai Research Foundation Italia Onlus


Fonte: Radio Free Asia, 04 aprile 2017

English article: Radio Free Asia, Tibetan Families Ordered From Their Homes in Chamdo Prefectur

 

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