Tibet, Granbassi agli atleti. “Manifestate dopo la gara”

“Tutti ci dicevano: giusto esserci. Ora penso di aver partecipato a un teatrino”

PECHINO

– “Invito gli atleti che sono ancora a Pechino a fare la loro gara e dopo, soltanto dopo, manifestare a favore del popolo tibetano”.
Margherita Granbassi, un titolo mondiale ed una Coppa del mondo di fioretto, è tornata dalla Cina con due medaglie di bronzo al collo. Da Narni, dove vive, naviga ore al giorno alla ricerca di notizie, anche sul Tibet, una causa per cui sarebbe stata disposta a rinunciare alle Olimpiadi.

“Se fosse servito a qualcosa, ovvio, perché la verità è che i boicottaggi nello sport servono a poco. Ma questa vicenda, questa notizia diffusa senza la conferma del Dalai Lama, mi lascia stordita. Con un senso di amarezza dopo le intense giornate olimpiche”.

Lei era molto critica sulla situazione dei diritti umani, ma una volta giunta a Pechino non ha più sollevato la questione.
“C’è stato un tam-tam incredibile prima dei Giochi, ma appena arrivati sembrava messo tutto sotto silenzio. Nessuno ci faceva più domande. ‘Abbiamo fatto bene a venire’ mi dicevo, mi sentivo tranquilla. Finalmente.”

Poi cosa è successo?
“Mi sono ricordata del dramma del popolo tibetano. Mi sono sentita quasi in colpa. Per aver gioito per le mie due medaglie, mentre nello stesso paese si reprimono le manifestazioni di gente innocente”.

La Cina nega da sempre, parla di provocazioni e falsità.
“Ma io mi fido delle parole che vengono dal Dalai Lama, indipendentemente dall’attendibilità di quest’ ultima notizia sui morti nell’est del Tibet. Anche se non fosse vera, da quanti anni lui denuncia la repressione? Vogliamo dubitare della sua sincerità?”.

La perfetta organizzazione delle Olimpiadi ha distratto anche voi atleti?

“La colpa è di tutti quelli che dimenticano, anche se in Cina sembrava tutto migliorato. Ma quanto migliorato? Vogliamo parlare dell’episodio demenziale che ha visto protagoniste noi fiorettiste durante la cerimonia inaugurale?”.

Quello striscione “Da Jesi a Frascati a Trieste, vi conciamo per le feste”?
“La tv cinese ci ha censurate. Se applicano queste misure per una sciocchezza, cosa potranno fare per altri tipi di manifestazioni? Siamo stati protagonisti di un simpatico teatrino”.

Non crede che le Olimpiadi possano servire a qualcosa, magari ad avvicinare la Cina ai valori occidentali?

“A questo punto credo che le Olimpiadi siano state inutili. L’organizzazione impeccabile, lo splendore esibito in questi giorni nasconde altre verità. Come le medaglie coniate per questa edizione: davanti l’oro, l’argento, il bronzo, dietro la giada che mi risulta provenire dallo sfruttamento di molti lavoratori”.

Allora bisognava boicottare?
“Ripeto, il boicottaggio cambia poco, la storia lo dimostra. Il problema è a monte, risale al momento in cui è stata scelta Pechino come sede olimpica. In questo scenario cinese anche il Cio si sta dimostrando troppo severo, come dimostra l’episodio del divieto di esporre la bandiera spagnola a mezz’ asta, o di indossare un braccialetto nero, per la tragedia di Madrid”.




 

 

Condividi:

print print
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.