Tibet arrestati monaci appena adolescenti

La polizia cinese ha arrestato nell’ultima settimana almeno otto tibetani, di cui sei monaci appena adolescenti, che avevano protestato pacificamente in luoghi e momenti diversi per chiedere il ritorno del Dalai Lama in Tibet, l’indipendenza della regione e una piena libertà religiosa. Lo denuncia il Tibetan Centre for Human rights and Democracy (Tchrd), che ha diffuso i particolari delle proteste e degli arresti.
 
Il 30 marzo scorso, due studenti della famosa lamaseria (monastero) di Larung Gar – che si trova nella contea di Sertha – sono stati arrestati per aver esposto nella piazza del mercato la bandiera del Tibet, bandita sin dall’ingresso delle truppe maoiste nella regione avvenuta nel 1949. I due – Tenzin Gyamtso, 16 anni e Gawa Wangchen Topgyal, di 15 – hanno gridato “Indipendenza per il Tibet”, “Viva i diritti umani” e “Vogliamo il ritorno del Dalai Lama”. Raggiunti dalla polizia, sono stati arrestati: di loro non si hanno altre notizie.
 
Il Tchrd riporta che, il giorno dopo, altri due monaci della stessa contea e residenti nello stesso monastero sono stati arrestati dopo una protesta simile. Ma di loro non si conosce l’identità o il luogo di detenzione. Il 2 aprile, Ugyen Namgyal – 20 anni, proveniente dal villaggio di Choktsang – ha manifestato da solo sempre nella piazza del mercato della contea di Sertha. Prima di portarlo via, gli agenti intervenuti lo hanno picchiato.
 
Il giorno dopo, stessa sorte per uno sconosciuto – comunque non un monaco – nato nello stesso villaggio di Ugyen. Sempre da Choktsang viene invece un monaco re-incarnato, il 19enne Tulku Namgyal, che studia presso il monastero di Taglung. È stato arrestato il 5 aprile dopo aver lanciato in aria, nel luogo dell’arresto degli altri tibetani, diversi volantini che chiedevano l’indipendenza del Tibet e il ritorno del Dalai Lama.
 
Lo stesso giorno è stato arrestato anche il ventenne Thakchoe, che aveva alzato la bandita bandiera tibetana. Secondo le fonti locali, altre proteste simili si sono svolte negli ultimi due giorni: ma di queste non si sa praticamente nulla, segno che si sono alzate di nuovo le barriere della censura del governo di Pechino.
 
Si sa tuttavia che nuove restrizioni sono state imposte agli spostamenti di monaci e monache tibetane della zona. Sui 22 chilometri che dividono la lamaseria di Larung Gar e la contea di Sertha sono state poste delle barricate, e molti agenti di polizia in abiti civili sono apparsi sulla strada. Il Tchrd chiede al governo cinese di rilasciare immediatamente gli ultimi arrestati, che hanno manifestato pacificamente nel pieno rispetto dei loro diritti umani.

 

da Asia News

09/04/2010 12:18

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