TERZIGNO: sartoria-lager cinese, denunciata anche la proprietaria dell’immobile

Si va oltre alla chiusura dell’attività commerciale e ci pensa a farlo il settore Attività produttive del Comune di Terzigno, che ha denunciato ai carabinieri della locale caserma la proprietaria dell’immobile dove lo scorso novembre venne trovata l’ennesima fabbrica dell’inferno gestita da cinesi, con tanto di lavoratori sfruttati ed in condizione di schiavitù.

Il municipio, infatti, ha portato ai militari dell’Arma il nome della proprietaria dei locali, si tratta di una donna del posto di 76 anni che è finita nei guai per avere dato in fitto ad una cittadina orientale quei sotterranei dove veniva perpetrata l’attività di sartoria con diversi operai clandestini, tutti in nero, in pessime condizioni-igienico sanitario e senza i minimi requisiti per la sicurezza del personale.

 Un passo in avanti, insomma, rispetto alla semplice denuncia, alle multe ed alla chiusura comminate ai danni di chi gestisce l’opificio: in questo caso una donna 35enne cinese residente a Terzigno in via Leopardi.
Il sindaco Francesco Ranieri lo aveva annunciato: «Cercheremo di risolvere il problema degli scarti tessili gettati nella campagne attraverso un duro lavoro negli opifici, e colpiremo anche chi affitta i locali».
Il Fatto Vesuviano,05/01/2016

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