Terremoto del Sichuan: in carcere chi vuole i nomi degli studenti morti

88mila persone morte nel sisma di un anno fa in Cina

La polizia ha arrestato il 28 marzo per “sovversione” lo scrittore Tan Zuoren, che sta compilando un elenco dei bambini morti sotto il crollo delle scuole nel terremoto del Sichuan del 12 maggio 2008. Intanto lo Stato ancora non spiega le ragioni del crollo di tante scuole, ma annuncia che spenderà circa 800 milioni di euro per costruire scuole più sicure.

Nel terremoto sono morte oltre 88mila persone, ma dopo quasi un anno il governo non ha compilato l’elenco “ufficiale” degli scolari morti sotto le scuole crollate.

88mila persone morte nel sisma del sichuan

Il gruppo Chinese Human Rights Defenders spiega che Tan di recente ha costituito un “Archivio studenti 12.5” dove, con l’aiuto di volontari e testimoni oculari, raccoglie i nomi degli studenti morti e notizie sulla cattiva costruzione delle scuole. La polizia gli ha sequestrato documenti e dvd.

Lo scrittore vive a Chengdu, città tra le più colpite dal sisma: qui sono morte oltre 15mila persone e nella parte vecchia sono crollati l’80% degli edifici.

I genitori degli studenti morti dicono che le scuole erano mal costruite e spesso sono crollate mentre gli edifici circostanti sono rimasti in piedi. Accusano i funzionari locali di essersi appropriati dei fondi pubblici e di avere costruito le scuole in economia. Le autorità hanno sempre risposto che i crolli sono dipesi solo dalla forza del terremoto, ma non hanno mai reso pubblici i risultati delle indagini subito disposte. In compenso hanno presto vietato la zona alla stampa estera. Huang Qi, direttore del Tianwang Human Rights Center, è in carcere dal 10 giugno 2008 senza processo per avere scritto articoli e rilasciato interviste ai media esteri circa le proteste della famiglie.

Anche il famoso architetto Ai Weiwei ha lanciato una campagna sul suo blog, per raccogliere tutti i nomi degli studenti morti.

Intanto Pechino ha annunciato oggi che spenderà 8 miliardi di yuan (circa 800 milioni di euro) nel solo 2009 per rendere più sicure le scuole nelle zone soggette a terremoti, inondazioni e smottamenti, soprattutto nelle zone povere della Cina centrale e occidentale.

fonte: AsiaNews, 2 aprile 2009

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