Storie del 2013: Cambiare il nome ai campi di lavoro in Cina

Stephen Gregory, Epoch Times,  28.12.2013

Il 15 novembre il regime cinese ha confermato che stava chiudendo il suo vasto sistema di campi di lavoro. Gli avvocati dei diritti umani avrebbero voluto esultare ma conoscendo ciò che in realtà questa ‘chiusura’ comporta, il desiderio di festeggiare si è rapidamente placato.

Secondo l’organo statale Legal Evening News, la ‘chiusura’ di molti campi di lavoro, significa che hanno semplicemente cambiato il nome all’ingresso. Infatti i campi sono stati rinominati come prigioni o centri di trattamento dalle dipendenze ma all’interno delle stesse mura le guardie infliggono gli stessi abusi di prima.

Ci sono state segnalazioni del rilascio di alcuni detenuti, ma i prigionieri di coscienza, inclusi i praticanti del Falun Gong, sono stati inviati dai campi di lavoro nelle carceri o, ancora più preoccupante, nei ‘centri di rieducazione legale’, altrimenti noti come centri di lavaggio del cervello.

Trovare nuovi posti dove trasferire i praticanti rinchiusi – stimati essere una popolazione di centinaia di migliaia di persone – è un’impresa enorme, ma in Cina ci sono più centri di rieducazione legale che campi di lavoro.

Sebbene ora nei centri siano detenute persone appartenenti a varie categorie, sembra che siano stati creati nel 1999, espressamente allo scopo di ‘trasformare’ i praticanti del Falun Gong, ovvero costringerli a rinunciare al loro credo.

Secondo gli avvocati cinesi per i diritti, questi centri sono meno regolamentati e più violenti rispetto ai campi di lavoro. Gli individui possono essere detenuti nei centri a tempo indeterminato e, come nei campi di lavoro, non è necessario un processo o mandato per trattenere qualcuno.

In un post sul blog di Teng Biao, avvocato cinese per i diritti umani, si fa riferimento ai centri come a ‘campi di tortura’ e vengono citati altri avvocati che dicono: «tali strutture di detenzione illegali hanno ucciso più persone delle prigioni e dei campi di lavoro».

Nel 2014 si cercano avvocati per i diritti umani che inizino dei rapporti su questi centri, portando i campi di lavoro alla condanna che si sono giustamente guadagnati.

Di fatto, questo ha già avuto inizio; un resoconto di Amnesty International del 17 dicembre, informa che gli ex detenuti dei campi di lavoro vengono inviati ai centri di rieducazione legale, dove subiscono torture e abusi.

Fonte:Epoch Times, http://www.epochtimes.it/news/storie-del-2013-cambiare-il-nome-ai-campi-di-lavoro-in-cina—124999

English Version:
http://www.theepochtimes.com/n3/417156-the-rebranding-of-chinas-labor-camps/

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.