Squilibri nelle società cinesi: operai e contadini all’ultimo posto nei salari

Aumenta il divario tra i salari in Cina, a vantaggio dei dipendenti del settore finanziario rispetto alla massa degli operai industriali. Intanto a Chongqing centinaia di operai scendo in piazza per chiedere le paghe arretrate.

Secondo i dati dell’Ufficio nazionale di statistica resi noti il 9 aprile, nel 2008 il salario medio per i lavoratori dipendenti è stato di 29.229 yuan annui (intorno a 2mila yuan al mese, circa 200 euro). Ma i lavoratori del settore assicurativo hanno guadagnato in media 172.123 yuan, seguiti da quelli di altre attività finanziarie (87.760 yuan) e del trasporto aereo (75.679 yuan). All’ultimo posto ci sono gli operai del settore del legno con 15.663 yuan annui, mentre gli operai tessili e dell’alimentazione guadagnano poco di più.

fabbrica tessile in Cina, operaio dinna al lavoro

Il China Labour Bullettin, prestigiosa pubblicazione per i diritti dei lavoratori, ritiene che il guadagno medio effettivo degli operai industriali sia molto minore, dato che i dati ufficiali non distinguono tra operai e dirigenti e li considerano in modo unitario per operare il “salario medio” del settore. Inoltre non comprendono le decine di milioni di lavoratori in nero, specie migranti.

La paga degli operai industriali è, comunque, sempre molto maggiore di quella dei rurali, che secondo dati ufficiale nel 2007 hanno percepito un salario medio annuo di appena 4.140 yuan, che si ritiene non molto cresciuto nel 2008. Milioni di migranti licenziati a causa della crisi finanziaria hanno preferito restare nella grandi città per cercare un lavoro, piuttosto che tornare nel villaggio di origine dove sono privi di prospettive di un’occupazione che consenta di guadagnare abbastanza per vivere e far studiare i figli.

Con frequenza i bassi salari degli operai non sono nemmeno pagati dalle ditte. Xinhua ha riportato che ieri circa 300 operai della tessile Jindi Industry Group sono scesi in piazza a Chongqing causando un blocco stradale, perché da 3 mesi non ricevono il salario. Alla fine del 2006 i dati ufficiali hanno indicato 1,63 miliardi di yuan di paghe arretrate dovute a circa 800mila migranti a Pechino, 1,84 miliardi dovuti a oltre un milione di migranti nel solo Guangdong e 130 milioni per 130mila migranti nel Gansu.

Nel Paese nel 2008 ci sono state almeno 87mila proteste per ragioni economiche, secondo i dati del ministero dell’Interno. Il governo stima che ci siano almeno 23 milioni di migranti senza lavoro e teme che i molti recenti licenziamenti siano causa di maggiori proteste. All’inizio di aprile circa mille operai tessili si sono recati dall’Hebei a Pechino per fare una petizione perché hanno perso il lavoro.

fonte: AsiaNews, 15 aprile 2009

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