LA SPEZIA-Lerici: Congresso sui campi di concentramento in Cina. I lager cinesi che fabbricano il sogno occidentale

A Lerici il 18/10/2014 nella Sala consiliare del Comune di Lerici si è parlato con una stessa voce. Quella di chiede al mondo di agire per fermare il genocidio di massa che il Pcc sta portando avanti da decenni ai danni di milioni di persone.

Tra i relatori una bambina tibetana di 11 anni in abiti tradizionali. Ha sostituito la Signora Tibetana partoriente.

L’evento è stato organizzato da LRF e dalla Associazione Culturale “Arthena”, nell’ambito delle attività atte ad arricchire il patrimonio librario e per far scoprire nuovi percorsi letterari .

Nell’immagine i relatori. A destra il direttore della Laogai Research Foundation con la piccola Tenzin Kelsang Jenis

La Laogai Research Foundation ha donato alla Biblioteca Civica “Andrea Doria “ di Lerici circa 25 volumi sulle violazioni dei diritti umani e i campi di concentramento ancora attivi in Cina.

Il Comune di Lerici ha ufficializzato la donazione ospitando questo incontro dagli elevati contenuti culturali e umani, nel corso del quale sono state mostrate foto e filmati che hanno vivamente coinvolto i convenuti

Presenza inattesa e molto gradita tra i convenuti del Ven. Raffaello Longo Monaco Buddhista, in rappresentanza dell’UBI (Unione Buddista Italiana)

Il Sindaco Marco Caluri ha accolto la rappresentanza tibetana.

Davanti ai presenti in sala ha introdotto l’Assessore alla Cultura , la Dssa Olga Tartarini che ha brevemente sottolineato l’importanza del convegno e delle tematiche affrontate.

Ha preso poi la parola Gianni Taeshin Da Valle, direttore responsabile della Laogai Research Foundation Italia, che dopo aver ringraziato l’Assessore alla Cultura e le istruttrici della Biblioteca Elisabetta Poggi e Daniela Cecchi, ha presentato numerose diapositive, e video offrendo una panoramica delle violazioni dei diritti umani nella Cina comunista: dai campi di concentramento alla repressione di ogni dissenso e di ogni religione, alle torture.

Vi sono più di mille campi di concentramento (i laogai) in Cina oggi, dove sono costretti al lavoro forzato milioni e milioni di uomini, donne e bambini a vantaggio economico del regime comunista cinese e di numerose multinazionali che investono o producono in Cina.
Nel sistema dei Laogai rientrano prigioni, campi, fattorie lager, imprese, centri di lavaggio del cervello, centri di detenzione etc. In Cina non esiste un’autorità giudiziaria indipendente. Tutto viene controllato dal Pcc.

Le disumane condizioni di vita nei Laogai sono tremende. Le torture dei prigionieri sono indescrivibili e sono una prassi quotidiana. Normalmente i prigionieri muoiono durante la detenzione nei laogai.

La Cina ha ratificato la Convenzione Internazionale contro la Tortura ma non l’ha applicata e il Patto sui Diritti Civili e Politici è stato firmato dalla stessa ma non è stato ratificato

Mentre l’economia del gigante stride, il regime cinese continua a sfruttare i prigionieri dei laogai come forza lavoro gratuita, per poi vendere i prodotti “made in China” sui mercati internazionali mascherati da legittime imprese commerciali: In barba ai trattati internazionali a tutela dei diritti della persona, i laogai si presentano al mondo producendo ogni tipo di manufatti.

Citando documenti e mostrando un filmato sui produttori illegali cinesi a Prato, ha offerto una panoramica sulle problematiche relative alla piaga del lavoro forzato in Cina e sulle fabbriche lager in Italia.

Anche l’Italia, purtroppo, non è estranea alla pratica del lavoro forzato

Prato ospita attualmente 3.400 aziende manifatturiere orientali che contano circa 40.000 addetti tra cui 30.000 clandestini. Queste imprese producono 1 milione di capi di abbigliamento, “made in Italy”, al giorno.

Tale attività rappresenta due miliardi di euro di giro d’affari all’anno, per almeno il 50% realizzato in nero, evadendo tasse e contributi.

Nel solo anno 2009 la fetta di ricchezza trasferita da Prato in Cina, in liquidi e mediante i money transfers, ha superato i 464 milioni di euro.

Questo traffico di esseri umani e la loro riduzione in schiavitù è, spesso, gestito dalla criminalità organizzata
Tutto ciò non è solamente immorale ma danneggia anche la nostra economia perché causa disoccupazione, bancarotta e delocalizzazione delle nostre imprese e aumenta il nostro debito pubblico.

Nel contesto dell’economia mondiale, vista l’attuale crisi dalla quale molto faticosamente si tenta di uscire si può affermare che una delle cause principali della crisi economica italiana e non solo è l’atteggiamento tollerante della UE e dei nostri governi, che ha permesso l’invasione dei prodotti cinesi in Europa, e di non regolarizzare gli investimenti Cinesi.

Per i convenuti e i relatori è stato impossibile non commuoversi ascoltando le parole della ragazzina tibetana Tenzin Kelsang Jenis .

La storia della devastazione del Tibet,nel 1950,ha commosso tanta gente compresa me.

Da 50 anni i Cinesi hanno invaso il Tibet ed è ancora così:non c’è più libertà per le religioni e i popoli.

I Cinesi hanno distrutto tanti monasteri buddhisti;molta gente è scappata dal Tibet compreso mio nonno:anche lui aveva il sogno di poter ritornare in Tibet ma purtroppo non ci è riuscito.

Per questo che molti attivisti tibetani,monaci buddhisti,persone semplici gridano la loro protesta al mondo con gesti di impressionante disperazione,ad esempio darsi fuoco.

In molte parti del Tibet le donne vivono in vere e proprie condizioni di terrore;viene negato loro il diritto non solo di essere donne,ma di vivere!

Prima dell’occupazione cinese il Tibet,dal punto di vista ecologico,era un territorio equilibrato e stabile.
I tibetani vivevano in armonia e nel rispetto della natura grazie alla loro fede nella religione buddhista,che contempla il principio di interdipendenza tra tutti qli esseri viventi e non viventi.

In seguito all’occupazione cinese la natura fu brutalmente distrutta solo per interessi consumistici e materialistici.

La questione ambientale tibetana non è solo un problema locale ma di rilevanza internazionale,dell’intera umanità con effetti climatici gravi al livello globale :alcune località più isolate e a grande altezza ,sono inoltre adibite a deposito di missili nucleari!!

Parlando della Cina è importante ricordare che ci sono due Cine, ha affermato il monaco buddista Taehye Sunim: c’è la Repubblica della Cina (costituita nel 1912 , il governo dal 1949 a Taiwan) con la sua democrazia e libertà delle religioni, e c’è la Cina comunista (Repubblica Popolare della Cina, costituita nel 1949) dove tutte le religioni sono controllate e molte volte anche perseguitate.

I laogai non guadagnano solo attraverso la produzione di prodotti commerciali. Il lucroso mercato dei trapianti di organi trova sostentamento nell’enorme banca di corpi di donatori vivi che i laogai forniscono.

I corpi dei praticanti del Falun Gong vengono usati come serbatoio di approvvigionamento di organi Negli anni ‘90 in Cina si diffondeva molto velocemente un movimento buddhista-taoista con esercizi tipo qikong, cioè Falun Gong.

Alla fine del degli anni ‘90, il governo stimò che decine di milioni di cinesi all’interno della Cina praticavano questo insegnamento spirituale che promuove una vita in accordo con i principi universali di Verità-Compassione-Tolleranza. Questa popolarità senza precedenti e lo scostamento dagli ideali comunisti spinsero il dittatore Jiang Zemin a intraprendere una campagna di odio contro i praticanti del Falun Gong. Ha cominciato la persecuzione ordinando di “usare qualsiasi mezzo per eliminare il Falun Gong”.

Il Tibet è vittima dell’occupazione del Pcc dal lontano 1959. Da allora «sono stati uccisi un milione di tibetani e la quasi totalità dei monasteri dei monasteri sono stati rasi rasi al suolo», «Un vero e proprio genocidio culturale»,

Nel buddhismo tibetano oltre al Dalai Lama ci sono anche altri tulku, cioè lama reincarnati. I due più importanti sono il Panchen Lama e il Karmapa Lama. Tradizionalmente il Panchen lama sostituisce il Dalai Lama quando il nuovo Dalai lama è minorenne. Durante la dinastia dei manchu l’imperatore della Cina era il protettore del Tibet e il Dalai Lama e il Panchen lama erano i suoi maestri.

Quando l’attuale Dalai lama fuggì dal Tibet nel 1959, il decimo Panchen Lama rimase in Tibet. Diverse volte lui cercò di difendere la libertà di culto ed qualche volta fu anche imprigionato. Il decimo Panchen Lama morì in circostanze poco chiare, forse avvelenato, nel 1989. Sei anni dopo il Dalai Lama riconosceva in Choekyi Nyima, un bambino nato nel Tibet centrale, l’undicesima reincarnazione del Panchen Lama.

Il Panchen Lama aveva sei anni quando, nel 1995, il governo Cinese lo rapì assieme ai suoi genitori. Amnesty International lo definì “il più giovane prigioniero politico del mondo”. Nessuno sa dov’è il Panchen lama che ora ha 25 anni – agli arresti domiciliari, in prigione o è morto?

Le autorità cinesi hanno scelto un altro bambino, di origine cinese, come undicesimo Panchen Lama. Il Panchen Lama cinese vive a Pechino, non in Tibet, poiché naturalmente i tibetani non accettano che lui sia l’autentica reincarnazione. E’ tragicomico che i comunisti, non credenti nella reincarnazione, pensino di poter riconoscere la rinascita del Panchen lama.

Il terzo lama importante, l’attuale Karmapa Lama, esattamente il diciottesimo Karmapa Lama, è nato in Tibet. Nel 1999, all’età di 14 anni, è riuscito a scappare dal Tibet e ora vive a Dharamsala in India, come anche il Dalai Lama.

Il monaco ha anche parlato della difficile situazione in Corea del Nord e della violazione dei diritti umani.

Recentemente due politici italiani sono andati in Corea del Nord per creare rapporti economici, e secondo la loro opinione la Corea del Nord è un paradiso come la Svizzera! E’ vergognoso, sapendo la realtà disumana in Corea del Nord.

Ha accennato anche alla violazione dei diritti umani in Vietnam e ha concluso il suo intervento dicendo che :

Il miglioramento dei diritti umani in questi paesi sarà possibile solo se avverrà un grande cambiamento in Cina comunista, una democratizzazione della società. Se crolla il regime nella Cina continentale, crollano anche i regimi che dipendono da quello, cioè i regimi della Corea del Nord, Vietnam e Laos, e sarà possibile una vera autonomia in Tibet e in Xinjiang

Il Presidente dell’Associazione Arthena, Angelo Tonelli, ha insistito sulla necessità di risolvere alla radice il problema della violenza e della sopraffazione nel mondo, attraverso la diffusione di strumenti culturali e sapienziali tratti dalle varie tradizioni spirituali, in modo da diffondere spirito di pace e solidarietà, attraverso la consapevolezza che nasce dalla conoscenza di se stessi. Ha annunciato anche che su questo tema si svolgerà a Pisa, alla Leopolda, sabato e domenica, il Convegno Spiritualitò, etica, politica, idee e pratiche per una società consapevole, creativa e solidale.

Don Claudio Hitaj, Parroco di Carrara, ha fatto una analisi dei governì totalitari portando come esempio la Cina e l’Albania, paese da dove proviene. Il governo degli stati totalitari, come in Cina e in Albania e in altri nazioni del mondo, tutto il potere è concentrato nelle mani di una autorità centrale(composta da una persona o da un ristretto gruppo) che domina su tutto e controlla ogni cosa attraverso strumenti coercitivi di propaganda.

La dittatura nasce senza titolo giuridico di legittimità. Si impone con la forza e spargimento di sangue.

Nell’era dei giorni nostri la dittatura è totalitarista in quanto la tecnica moderna ha offerto gli strumenti atti ad un controllo “totale” della società.

Il potere totalitario non tollera nessuno che può limitare in qualche modo le sue capacità di supremazia in ogni contesto della sua politica malvagia.

Il totalitarismo è perciò negazione, l’opposto del pluralismo democratico.

La Cina ne è un esempio chiaro. E’ uno degli strumenti che viene usato da questo regimi per la repressione di ogni forma di dissenso.
Uno dei più disumani strumenti di coercizione sono i Centri di lavaggio del cervello.

Nella grande maggioranza di questi “ ospedali psichiatrici” vengono accettate persone mentalmente sane.

Gli abusi, nella professione psichiatrica è in continuo sviluppo ed in maniera vertiginosa. Questi “ospedali psichiatrici” sono utilizzati come un vasto sistema di detenzione arbitraria

Il personale compreso il personale medico e infermieristico, sono in genere appartenenti all’Ufficio di Pubblica Sicurezza. I regimi abusano di questo sistema per far internare i dissidenti , attivisti, autori di proteste, credenti di altre fedi o per sbarazzarsi dei propri nemici.

I rinchiusi vengono legati, sedati, picchiati, violentati. Vengono iniettate droghe che danneggiano il sistema nervoso. Sono privati del sonno. I carcerieri controllano 24 su 24 la vittima e appena chiude gli occhi la percuotono. E’ sufficiente una settimana di questo trattamento per far diventare una persona pazza.

Don Claudio Hitaj ha concluso dicendo che i cinesi amanti della libertà si sono risvegliati e hanno fatto sentire la loro voce, la loro decisione di separasi dal PCC. Alziamo la nostra voce per aiutare il popolo cinese a riconquistare la libertà e i diritti fondamentali.

Non pensiamo che i problemi della Cina non ci riguardano. In questo mondo globalizzato le azioni di altri Paesi condizionano, inevitabilmente, la vita, il lavoro, l’economia delle nazioni del pianeta.

Laogai Research Foundation,24/10/2014

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