Sperimentazione shock in Cina, animali modificati con geni umani per combattere autismo e Alzheimer.

Il professor Carlo Alberto Redi: “Nel mondo occidentale nessuno può più toccare le scimmie antropomorfe, che hanno uno stato giuridico assimilabile a quello di un paziente”.

Un gruppo di scienziati dell’istituto di neuroscienze di ha modificato geneticamente degli esemplari di scimmia affinché sviluppassero comportamenti tipici dell’autismo. L’obiettivo dei ricercatori, coordinati dal professor Zilong Qiu, è quello di comprendere meglio come si evolvono le malattie neurologiche, prime fra tutte il Parkinson e l’Alzheimer, per poi trovare delle potenziali cure. La sperimentazione condotta sugli animali, si legge in due distinti articoli pubblicati sulle pagine della rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas), sono destinati a far discutere, ma per gli esperti sono anche la premessa per passi in avanti decisivi nella comprensione e nella cura di malattie molto diffuse.

Sperimentazione vietata in occidente – Stando a quanto riferito dagli stessi scienziati, i primati usati nella sperimentazione sarebbero stati “dotati” del gene umano MeCP2, associato ai comportamenti tipici dell’autismo. “Nel mondo occidentale nessuno può più toccare le scimmie antropomorfe, che hanno uno stato giuridico assimilabile a quello di un paziente – ha evidenziato Carlo Alberto Redi, direttore del Laboratorio di Biologia dello Sviluppo dell’università di Pavia –  e pertanto non sono arruolabili in attività di sperimentazione pre-clinica”. Le scimmie geneticamente modificate, capaci di trasmettere il gene ai propri piccoli, “potrebbe contribuire allo sviluppo di strategie terapeutiche per trattare i disordini neurologici dello sviluppo”. Per Redi il trasferimento dei risultati dalle scimmie all’uomo è “di grande rilievo. Da un lato pone interrogativi etici e dall’altro lascia libertà di intervenire alla comunità scientifica orientale, che ha un approccio etico diverso”: una situazione, rileva, inedita nella storia della scienza.

 Negli Usa topi modificati con le staminali umane – Un secondo team di ricercatori, guidato stavolta da Rudolf Jaenisch del Whitehead Institute (Mit), ha effettuato dei test sui topi, in questo caso modificandoli con l’ausilio di  cellule staminali embrionali umane. Grazie al sacrificio di questi esseri viventi, hanno evidenziato gli scienziati statunitensi, è stato possibile osservare per la prima volta “in diretta” lo sviluppo di malattie neurologiche come Alzheimer e Parkinson, oltre a quello di alcune forme di tumore come il melanoma. L’obiettivo è studiare lo sviluppo della struttura che nell’embrione dà origine al sistema nervoso, chiamata “cresta neurale”. E’ la chiave per ottenere nei topi l’identikit molecolare di numerose malattie umane, in modo da poter passare in sicurezza ai test sull’uomo.
Tiscali.it,27/01/2016
 .
English article,Businessinsider:

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.