Con i social credit la Cina vuole imporre la sincerità a tutti

Ogni persona – e azienda – avrà un punteggio basato sui dati in mano al governo. La sincerità verrà premiata, l’insincerità punita. Il sistema del credito sociale può diventare il perno della Cina che verrà: una società incentrata sulla fiducia, forse peggiore della distopia di Orwell.

Negli ultimi tempi, anche per via di un articolo apparso sull’edizione americana di Wired, si è discusso molto del sistema dei social credit in Cina. Complice una letteratura vasta e invitante (basti pensare a James Ballard, Marguerite Atwood e altri autori di speculative fiction ovvero un genere letterario che offre “presenti possibili” più che vere e proprie distopie) la Cina è stata presa a modello come il Paese che prima di altri potrebbe realizzare una società iper-sofisticata basata sullo stretto controllo sociale. Del resto, come abbiamo già scritto su eastwest.eu, tra telecamere di videosorveglianza e intelligenza artificiale non stupirebbero ulteriori passi avanti della Cina in questa direzione.

Non sono mancati neanche i riferimenti alla popolare serie tv Black Mirror: in un episodio della terza stagione dal titolo “Nosedive”, la storia raccontata sembra proprio ricalcare quanto ha in mente il partito comunista cinese, ovvero una società in cui ogni individuo ha un suo punteggio sociale, dal quale dipendono le sue possibilità di miglioramento, o meno, della vita.

Su questo tenore di argomenti si sono scritti molti articoli ma secondo Jeremy Donw di Chinalawtranslate (un sito di riferimento molto importante per chi si occupa di media grazie a traduzioni collettive di documentazione ufficiale degli apparati burocratici cinesi) i media occidentali sarebbero cascati in alcuni luoghi comuni e supposizioni che, per quanto intriganti, non corrisponderebbero alla verità. Anzi sulla Cina si sarebbe “specchiata” la nostra paura tutta occidentale di una società dove ogni gesto contribuisce a un determinato ruolo nella società del controllo.

Down infatti ha specificato che “i media occidentali di recente hanno descritto il piano di social credit della Cina come un sistema di classificazione sociale che determina il proprio ruolo nella società. Altri lo hanno paragonato a un episodio di Black Mirror in cui i cittadini si valutano costantemente a vicenda con effetti devastanti. Nessuna di queste descrizioni colpisce nel segno e la realtà potrebbe essere molto peggio”.

Down basa la propria analisi su alcuni materiali importanti per dipanare questa matassa piuttosto scivolosa: sulle direttive a proposito dei social credit diramate dal Consiglio di stato cinese nel 2014 (per un piano di implementazione che arriverà al 2020) e sulla confusione che è stata fatta tra sistema di social credit del governo cinese e alcuni sistemi simili ma non uguali e, soprattutto, non collegati al piano governativo, applicati da alcuni istituti di credito (progetti, per altro, per i quali la Banca centrale cinese ha negato una sorta di licenza a operare come fosse parte del piano governativo).

Ma allora cosa è o cosa potrebbe essere il sistema di social credit escogitato dal governo cinese e quali sono i suoi scopi?

Potremmo rispondere – in prima battuta – con un concetto: innanzitutto questo programma ha che vedere con la fiducia, una caratteristica che i cinesi conservano solitamente per i rapporti di natura familiare o clanistica (i guanxi, la rete relazionale) ma difficilmente adattano nella propria vita sociale, sia verso altre persone, sia nei confronti dello Stato o di istituzioni come quelle bancarie ad esempio.

Anzi, dati i tanti scandali di ogni tipo, è proprio la fiducia nelle istituzioni a creare preoccupazioni al partito comunista. Scandali alimentari, sanitari, ambientale, corruzione negli apparati statali, militari e nella pubblica amministrazione hanno portato i cinesi a credere ancora meno allo Stato e alle istituzioni.

Non a caso il documento del Consiglio di Stato cinese del giugno del 2014 nel quale vengono spiegate le linee guida del sistema dei social credit specifica che: “Un sistema di credito sociale è una componente importante del sistema dell’economia di mercato socialista e del sistema di governance sociale. È basato su leggi, regolamenti, norme e carte, si basa su una rete completa che copre i registri di credito dei membri della società e dell’infrastruttura di credito, è supportato dall’applicazione legittima di informazioni sul credito e un sistema di servizi di credito. I suoi requisiti intrinseci stanno stabilendo l’idea di una cultura di sincerità e portando avanti la sincerità e le virtù tradizionali. Utilizza l’incoraggiamento per mantenere la fiducia e le restrizioni contro la rottura della fiducia come meccanismi di incentivazione e il suo obiettivo è innalzare la mentalità onesta e i livelli di credito dell’intera società”.

Quindi, “Accelerare la costruzione di un sistema di credito sociale è una base importante per implementare in modo completo la visione dello sviluppo scientifico e costruire una società socialista armoniosa. È un metodo importante per perfezionare il sistema di economia di mercato socialista, accelerare e innovare la governance sociale e ha un importante significato per rafforzare la coscienza di sincerità dei membri della società, forgiando un ambiente di credito desiderabile, aumentando la competitività complessiva del Paese e stimolando lo sviluppo della società e il progresso della civiltà”.

Tutto questo si basa su quell’obbligo di “rafforzare la sincerità negli affari del governo, la sincerità commerciale, la sincerità sociale e la costruzione della credibilità giudiziaria” che era stato proposto dal diciottesimo congresso del Pcc nel 2012 e ribadito dal diciannovesimo conclusosi a ottobre di quest’anno.

Lo scopo dunque del programma governativo è quello di stabilire e completare un sistema di credito sociale capace di creare “sincerità e punire l’insincerità” attraverso una profilazione specifica sia per le persone, sia soprattutto per le aziende. Quanto infatti non è stato considerato ad oggi, è proprio questo: il governo cinese per ristabilire la fiducia delle popolazione vuole stabilire un “credito” anche delle aziende: sulla base del loro punteggio saranno più o meno in grado di agire sul mercato. Altrimenti saranno punite. (1° parte)

Seconda parte: Come farà la Cina a decidere chi è sincero e chi no?


Fonte: Eastwest.eu, 9 gen 18

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