Shandong: Li Yukun muore a causa della persecuzione

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Il Sig. Li Yukun, 60 anni, ha vissuto nella città di Weifang, provincia di Shandong. Durante gli ultimi nove anni, questo mite contadino ha sopporato una crudele e inimmaginabile tortura. Nell’ottobre 1999, quando la sua famiglia non aveva ancora piantato il grano, l’ufficiale Cao Jinhui e altri, saccheggiarono la sua casa e lo arrestarono. Tre ufficiali lo picchiarono brutalmente il mattino ed il pomeriggio del giorno seguente, e lo portarono nel centro di detenzione nella sera. Questi tre ufficiali andarono al centro di detenzione durante la sua prigionia e lo picchiarono crudelmente per più di un’ora nell’ufficio centrale. Lo buttarono a terra e poi gli colpirono il viso e la testa con una manico di scopa. Lo picchiarono così forte che il manico di scopa si ruppe in più pezzi. Inoltre gli strapparono via una grossa ciocca di capelli. Dichiararono: “Vogliamo picchiarti fino a quando più strati della tua pelle non si consumeranno e tu non perderai peso. L’ultima volta abbiamo fallito a picchiarti (quando sei andato a Pechino a fare appello) perché non c’erano ordini che venivano dall’alto. Ora possiamo picchiarti senza essere ritenuti responsabili”. Il Sig. Li aveva gli occhi neri dopo i pestaggi. Dopo che il periodo di detenzione finì, lo imprigionarono nell’ufficio comunitario per un lungo periodo. Venne sottoposto a una rigida sorveglianza.
Nel 2000, il Sig. Li andò a Pechino con altri sei compagni praticanti con le loro biciclette a fare appello. Attraversarono molte intemperie durante il viaggio, ma a Pechino, li attendevano pestaggi ancora più brutali. Gli ufficiali locali picchiarono il Sig. Li nella città di Weifang, ufficio Liaison a Pechino. Vennero riportati a casa velocemente e l’ufficiale Qin Jie usò tutti i metodi di tortura possibili, incluse le scosse con bastone elettrico e il pestaggio con un bastone di gomma appuntito, infliggendo percosse dalla parte superiore della sua schiena alle caviglie. Il suo corpo fu ricoperto di lividi scuri. Si agitava e urlava dal dolore.
L’ufficiale Qin Jie diede calci sulla testa, sul viso, sul petto e sulle clavicole di Li, e calpestò i suoi polpacci mentre indossava degli stivali di cuoio. Era un giornata calda d’estate, e Qin Jie costrinse i praticanti a rimanere al sole senza acqua da bere, e li costrinse a mangiare sale. Se si fossero rifiutati di mangiare il sale, li avrebbero picchiati crudelmente. Nel pomeriggio, Qin Jie portò il Sig. Li all’ufficio comunitario per continuare a picchiarlo. Qin disse al Sig. Li: “Voglio picchiarti fino alla morte”. Anche l’ufficiale Cao Jinhui andò a picchiare il Sig. Li. Al tramonto, il Sig. Li fu portato al centro di detenzione. Quando entrò nel veicolo, Qin Jie prese a stoccate il suo petto con un bastone di legno. Il Sig. Li voltò il suo corpo e la bastonata gli bucò la pelle all’altezza del gomito; gli lasciò una cicatrice permanente a forma circolare. Inoltre, il suo petto e i suoi polpacci si infettarono durante la detenzione.
Nella primavera del 2001, la persecuzione si intensificò. Il Sig. Li tornò a casa dopo un viaggio personale e fu portato forzatamente alla stazione di polizia locale per essere picchiato. Qin Jie gli diede un calcio sui denti frontali, poi gli colpì la testa con uno sgabello, l’urto fu tale che lo sgabello si ruppe. Qin dichiarò di voler uccidere il Sig. Li cosicché la polizia non lo potesse trovare quando sarebbe uscito dalla città. Poi calpestò la testa del Sig. Li col suo stivale di cuoio.
Dimostrazione dei metodi di tortura: l’ufficiale Qin Jie diede un calcio sui denti frontali del Sig. Li, colpì la sua testa con uno sgabello di legno, poi pestò la sua testa
Il Sig. Li fu ripetutamente torturato in questo modo anche la sera seguente. Si rifiutò fermamente di scrivere la dichiarazione con la quale rinunciava alla pratica del Falun Gong, così fu portato in un centro di detenzione per un mese. Era strettamente sorvegliato e fu più volte ingannato nella detenzione dall’ufficio comunitario.
Alle 10.00 del mattino circa, il 9 novembre 2007, sette ufficiali andarono a casa del Sig. Li per rovistare di nuovo, ma non poterono trovarlo. Il 12 e 13 novembre 2007, ritornarono lì e minacciarono la sua famiglia, pretendendo che il Sig. Li si fosse presentato alla polizia locale non appena fosse ritornato a casa. Il 4 dicembre 2007 perseguitarono di nuovo la sua famiglia e dissero che avrebbero continuato a cercarlo.
In estate, prima del raccolto di grano, la polizia andò a casa sua due volte con l’intenzione di arrestarlo, ma lui non era in casa. Prima delle Olimpiadi, andarono a casa sua due volte in un giorno, lo trovarono, gli fecero una foto nel suo giardino mentre era ammanettato, ma non lo presero in custodia.
Il 3 agosto 2008, cinque giorni prima della Cerimonia d’Apertura delle Olimpiadi, il Sig. Li ebbe notizia che suo zio stava morendo e volle andare a fargli visita nella città di Qingdao coi suoi fratelli. Quando passarono attraverso un controllo di sicurezza d’identità alla Stazione Ferroviaria Gaomi, il sistema del computer segnalò che lui era un praticante Falun Gong. Fu arrestato e portato alla stazione di polizia locale, e la polizia forzò la sua famiglia a pagare cinquemila yuan  per liberarlo. La sua famiglia provò disperatamente a prendere in prestito cinquemila yuan, scrisse una dichiarazione garantendo che non sarebbe andato da nessuna parte, poi lo fecero liberare il 5 agosto 2008. Era costretto a chiamare il telefono del segretario locale del Partito Comunista Cinese (PCC) alla stazione di polizia locale due volte ogni giorno.
Questo maltrattamento fu molto stressante per il Sig. Li Yukun. Diventò gravemente depresso e ogniqualvolta la sua famiglia parlava ad alta voce o sbatteva la porta veniva sconvolto dalla paura. Era esausto per essere stato costantemente perseguitato dagli ufficiali. Sua moglie indossava vestiti da strada per dormire, per via delle frequenti persecuzioni nei momenti in cui gli ufficiali entravano come delle furie nella loro casa in piena notte. La sua famiglia stava vivendo nella povertà per via dell’estorsione, e lui non riusciva a mantenerla. Per lui fu difficile sopportare questa intensa persecuzione e morì il 17 settembre 2008.

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