Scoperto opificio-lager alla Borghesiana: 14 «schiavi» cinesi con alcuni minorenni

Durante la scorsa notte, alla Borghesiana, periferia est della capitale, tra Casilina e Prenestina, i carabinieri del nucleo operativo di Frascati hanno scoperto un laboratorio di capi d’abbigliamento d’alta moda, arrestandone i gestori, due cinesi di 47 e 36 anni, per riduzione in schiavitù e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.All’interno del laboratorio i militari hanno scoperto anche numerosi clandestini e alcuni minori di cui si sta cercando di capirne il ruolo. Su segnalazione di alcuni cittadini della zona che udivano forti rumori provenire dal capannone durante l’orario notturno, i carabinieri hanno dato vita a una serie di servizi di osservazione anche a bordo di elicottero, constatando il continuo via vai di furgoni guidati da cinesi che scaricavano e caricavano merce dal capannone. Al momento del blitz all’interno del capannone, i militari hanno sorpreso 14 persone di nazionalità cinese, tra cui donne e minorenni, che occupavano solo una parte delle 26 postazioni da lavoro, ricavate in ambienti molto angusti e non igienicamente a norma. Gli operai, tra cui anche irregolari, erano tutti senza alcun contratto di lavoro ed erano costretti a lavorare per cifre irrisorie o addirittura in cambio del solo vitto e alloggio, a ciclo continuo. Dormivano e mangiavano, durante le poche ore di riposo, in locali molto fatiscenti, stretti e in precarie condizioni igienico-sanitarie. Sono tuttora in corso ulteriori verifiche anche con l’ausilio del personale della Asl di Roma e dell’Ispettorato del lavoro. Le indagini proseguono per verificare se sussistano responsabilità penali a carico di terzi che commissionavano i capi d’abbigliamento arrecanti marchi di note griffe italiane. Questo è il secondo intervento dei carabinieri di Frascati, nell’ultimo mese, nei confronti di opifici-lager gestiti da cittadini cinesi. «È giunto il momento – ha detto il presidente dell’Osservatorio sociale Luigi Camilloni – di convocare il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica inserendo all’ordine del giorno i laboratori lager gestiti dai cinesi, perché bisogna cominciare a vederci chiaro su questo fenomeno».

Fonte: Il Giornale.it, 26 luglio 2010

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