Sacerdoti e vescovo di Bameng forzati a concelebrare con il vescovo scomunicato

Nuovi particolari sulla cerimonia di istallazione di mons. Du, sotto le pressioni del ministero degli affari religiosi e dell’Associazione patriottica. La cerimonia dell’8 aprile era tutta sotto il controllo del governo. Timori dei sacerdoti per le possibili difficoltà con i fedeli e con la comunità sotterranea.  L’istallazione di mons. Mattia Du Jiang come vescovo di Bameng (Mongolia Interna), può aiutare a “normalizzare” il lavoro pastorale nella diocesi, ma la concelebrazione “obbligata” con un vescovo illegittimo rischia di rendere più difficili i rapporti con i fedeli e con le comunità sotterranee.   Mons. Du era stato ordinato in modo clandestino e con l’approvazione della Santa Sede nel 2004. Non essendo riconosciuto dal governo, il suo ministero subiva molti impedimenti. La cerimonia dell’istallazione lo scorso 8 aprile doveva essere anche il momento del suo riconoscimento come vescovo da parte delle autorità governative. Diversi sacerdoti e lo stesso mons. Du hanno dichiarato ad AsiaNews che essi “si sono sentiti costretti e dispiaciuti per la concelebrazione” con il vescovo Ma Yinglin di Kunming, ordinato in modo illecito nel 2006. Ma Yinglin è anche segretario del Consiglio dei vescovi cinesi [una specie di conferenza episcopale dei vescovi ufficiali, non riconosciuta dalla Santa Sede] e vice-presidente dell’Associazione patriottica (Ap), che lavora ad edificare una Chiesa nazionale staccata da Roma.  Secondo diverse fonti, mons. Du ha resistito per giorni alle pressioni dell’Ap di far concelebrare Ma Yinglin. Alcune fonti avevano parlato anche di arresti domiciliari del vescovo, prima e dopo l’istallazione. Ma secondo informazioni giunte successivamente ad AsiaNews, mons. Du non è agli arresti domiciliari, sebbene nei giorni precedenti alla cerimonia egli fosse molto controllato.  Ora mons. Du può operare come vescovo allo scoperto. Una delle prime celebrazioni sarà quella di ordinare tre sacerdoti il prossimo 25 aprile. Due di loro attendevano da anni, come diaconi, l’ordinazione sacerdotale. Il 18 aprile Mons. Du forse si recherà pure a partecipare all’ordinazione episcopale (approvata dalla Santa Sede) di p. Meng Qinglu a vescovo di Hohhot (Mongolia Interna).  Diversi preti sono comunque rattristati per “la concelebrazione forzata” perché essa può aver violato i principi della Chiesa. Proprio alcune settimane fa la Commissione vaticana per la Chiesa in Cina aveva diffuso un comunicato in cui si chiedeva ai vescovi legati al pontefice di evitare “di porre gesti (quali, ad esempio, celebrazioni sacramentali, ordinazioni episcopali, partecipazione a riunioni) che contraddicono la comunione con il Papa”.  P. Wu Fusheng confessa ad AsiaNews il suo timore che questo gesto possa mettere in crisi il loro rapporto con i fedeli. Membri locali dell’ufficio affari religiosi hanno parlato con lui cinque volte per costringerlo alla concelebrazione ed egli si è sempre rifiutato. Ma alla fine non ha potuto evitare la concelebrazione forzata perché la Chiesa e i sacerdoti erano tutti sotto controllo. Secondo alcune fonti, tutti i sacerdoti, il giorno prima della concelebrazione sono stati invitati a un lungo colloquio con i membri dell’ufficio affari religiosi in un hotel vicino alla chiesa.  Un altro sacerdote, p. Giuseppe, teme che dopo la concelebrazione il loro rapporto con la comunità sotterranea potrebbe peggiorare, proprio ora che i legami fra le due comunità stavano migliorando dopo lungo tempo.  Un sacerdote sotterraneo della zona di Bameng ha detto ad AsiaNews che la concelebrazione con un vescovo illecito ferirà in modo inevitabile la comunione e la riconciliazione nella Chiesa.   Il 28 marzo, tempo prima della cerimonia dell’istallazione, mons. Du si è incontrato con 20 sacerdoti e con alcune suore per discutere la questione. La maggior parte di essi hanno notato che vi era troppa fretta e hanno chiesto di rimandare la cerimonia e di escludere il vescovo Ma dall’istallazione.  Secondo il p. Giuseppe, alcuni preti mostrano comprensione per mons. Du, per aver accettato l’istallazione, dato che per anni è vissuto sotto molte restrizioni; altri  rifiutano la cosa per non essere stati consultati.  Fonti locali affermano che prima e durante la cerimonia dell’istallazione molte squadre di sicurezza erano dispiegate; tutti i dettagli della liturgia, compreso l’orario della messa e la lista dei partecipanti sono stati preparati dalle autorità governative. All’inizio della messa, un sacerdote del Consiglio dei vescovi e rappresentanti dell’Ap hanno letto la nomina di mons. Du da parte del Consiglio. Mons. Du ha ottenuto di non far celebrare come presidente Ma Yinglin, il quale, con i paramenti episcopali si è assiso fra i sacerdoti. Nella sua omelia, mons. Du ha ringraziato in modo esplicito il papa per averlo nominato vescovo della diocesi di Bameng.  Alla cerimonia hanno ricevuto il permesso di partecipare solo 300 persone, sebbene la chiesa potesse contenerne almeno 1000. Fra gli invitati, vi erano 100 rappresentanti governativi, 40 sacerdoti e suore e 180 fedeli.  Mons. Du ha confidato ad AsiaNews che i bisogni più urgenti della sua diocesi sono la formazione di sacerdoti, suore e fedeli, come pure il rafforzarsi dell’evangelizzazione.  La diocesi di Bameng è composta da circa 40 mila cattolici, servita da 24 sacerdoti, 27 suore, 3 diaconi. Più di 10 mila fedeli appartengono alla comunità sotterranea.

Fonte: Asianews, 12, aprile 2010

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