Roma, 1 marzo: incontro con Shingza (Lama) Rinpoche

Lunedì 1 marzo i vertici della Laogai Research Foundation Italia si sono riuniti nella sede di Lungotevere Flaminio 80 per ricevere Shingza (Lama) Rinpoche, uno dei più importanti capi del movimento indipendentista tibetano, accompagnato dall’attivista per i diritti umani in Tibet, Karma Choeky.

Shingza (Lama) Rinpoche è vissuto in Tibet fino al ‘97 e per sfuggire alla repressione si è poi trasferito in India. Nel luglio 2008, 3 giorni prima delle Olimpiadi, ha organizzato una marcia di ritorno al Tibet dopo il fallimento della precedente. Arrivato a Roma per incontrare i rappresentanti del Free Tibet (presente Cesare Silveri) ha risposto senza remore alle domande che gli sono state poste. Ha partecipato alla discussione anche il direttore di Epolis, Enzo Cirillo, dimostrando grande simpatia ed interesse per la questione tibetana. Alla domanda del presidente Toni Brandi: “Hai dubbi sul fatto che prima o poi il Tibet sarà indipendente?” Shingza risponde: “Io  non ho dubbi. Sono per l’indipendenza assoluta, non per l’autonomia che è un compromesso. Voglio la pace tra il popolo tibetano e quello cinese. La Cina spera che il Dalai Lama muoia visto che è il cuore del Tibet.” Enzo Cirillo allora è intervenuto proprio chiedendo se fossero preparati a questa eventualità. Shingza ha ribadito che anche qualora morisse il Dalai Lama la lotta continuerà perché è una lotta del popolo. La discussione si è protratta per un’ora e mezza e sono stati affrontati altri argomenti quali la scuola, la convivenza tra i due popoli  ed i monaci tibetani, definiti dai cinesi “i militari del Dalai Lama”.

Erika Eramo, 3 marzo 2010

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