Richard Gere: “Io, emarginato da Hollywood per il mio impegno pro-Tibet

Non ha dubbi, Richard Gere. Il suo impegno politico a favore dell’indipendenza del Tibet dalla Cina ha fatto sì che venisse ostracizzato dal mondo del grande cinema.

Richard Gere è stato indubbiamente uno dei volti maschili di spicco a Hollywood negli anni ’80 e ’90.

L’attore, oggi 67enne, ha recitato in grandissimi successi commerciali come Pretty Woman – che ha confessato, di recente, di aver visto una sola volta nella sua vita! – Ufficiale e gentiluomo, American Gigolò e tanti altri titoli entrati a tutti gli effetti nella storia del cinema.

Tuttavia, qualcosa è cambiato nel corso degli anni.

Quando nel 1993 l’attore venne chiamato sul palco durante la notte degli Oscar per consegnare il Premio di Miglior Regista, il suo discorso di condanna nei riguardi della Cina per la violazione dei diritti umani perpetuata in Tibet suscitò il malcontento del produttore Gil Cates, scomparso nel 2011. In quella stessa occasione, Susan Sarandon parlò del problema dei rifugiati haitiani e, come il suo collega, venne minacciata da Cates di essere bandita dalle future edizioni degli Oscar.

Gere – che si è poi convertito al buddismo – non ha di certo mollato la presa e, nonostante tutto, ha continuato a portare avanti la sua causa, battendosi per l’indipendenza del Tibet e diventando un grande amico del Dalai Lama.

Come accaduto anche ad altre star in tempi recenti – in primis Lady Gaga – Gere è stato bandito dalla Cina a vita. Incurante di ciò, l’attore ha anche fondato due enti per supportare il Tibet, Campaign for Tibet e The Gere Foundation.

I suoi rapporti ostili con la Cina hanno influito pesantemente sulla carriera di Richard Gere. A raccontarlo è stato lui stesso nel corso di una lunga intervista rilasciata a Hollywood Reporter.

L’esilio di Richard Gere a Hollywood

Il mercato del cinema cinese ha raggiunto un’importanza notevole negli ultimi anni e, di conseguenza, Hollywood starebbe cercando a tutti i costi di evitare qualsiasi comportamento offensivo nei riguardi della potenza orientale. “Sacrificare” Richard Gere e metterlo in un angolo è stata, a detta dell’attore, una mossa ben studiata.

Ci sono molti film in cui io non posso essere perchè i cinesi potrebbero dire “Non con lui”. Recentemente qualcuno mi ha detto che non potevano finanziare un film con me perché la cosa avrebbe sconvolto i cinesi.

Non sarebbe un caso, quindi, il fatto che l’attore si stia concentrando prevalentemente sul mercato dei film indipendenti.

Stavo lavorando a un progetto con un regista cinese e due settimane prima di andare a girare mi ha chiamato dicendo: ‘Non posso farlo, mi dispiace’. Ci sentivamo su una linea segreta e se avessi lavorato con lui la sua famiglia non avrebbe mai più potuto lasciare il paese e la sua carriera sarebbe finita

Gere non sembra però affatto turbato dall’aver dovuto abbandonare il mainstream, dichiarandosi completamente soddisfatto della propria carriera.

Gli studios sono interessati alla possibilità di fare enormi profitti, ma io sto ancora facendo gli stessi film di quando ho iniziato: piccoli, interessanti, basati sui personaggi e sulle storie. Posso permettermi di dedicarmi a questo genere di film, ho avuto abbastanza successo negli ultimi tre decenni

Ben detto, Richard!

Mondo Fox,19 aprile 2017

English article,Hollywood Reporter:

Condividi:

print print
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.