Rapporto CECC sottolinea le violazioni della Cina sui diritti dei tibetani

La Commissione esecutiva del Congresso sulla Cina (CECC), nella sua relazione annuale del 2014, ha affermato che la Cina ha aumentato duramente le forme di sicurezza e le misure punitive nella regione tibetana a seguito di una diminuzione del numero di  proteste di auto-immolazioni.
133 tibetani si sono dati fuoco in Tibet per protestare contro l’occupazione cinese e la sua dura politica dal 2009 ed il numero di tibetani auto-immolati sono diminuiti; 25 l’anno scorso e 8 quest’anno.

Il CECC ha invitato la Cina a riconoscere il ruolo delle misure di regolamentazione del governo e le politiche del partito per le auto-immolazioni e le altre proteste.

Si raccomanda inoltre che il governo “eviti di usare le istituzioni di sicurezza e giudiziarie per intimidire le comunità tibetane da perseguire, imprigionando tibetani con presunti legami con gli eventi di auto-immolazione o per la condivisione di informazioni su questo tema”.

Il rapporto documenta anche lo status della lingua tibetana, lo sviluppo economico, la cultura tibetana e la libertà religiosa per i buddisti tibetani invitando le autorità cinesi a promuovere la cultura tibetana onorando il riferimento della costituzione cinese per le libertà di parola, di associazione, di riunione e di religione e di astenersi dall’utilizzo di istituzioni di sicurezza, tribunali e la legge per violare e reprimere l’esercizio dei tibetani con tali diritti.

Il CECC inoltre ha incoraggiato il governo cinese ad avviare un dialogo costruttivo con il leader spirituale tibetano Sua Santità il Dalai Lama.

“La decisione del governo cinese di impegnarsi in un dialogo può portare a un risultato durevole e reciprocamente vantaggioso che andrà a beneficio della sicurezza locale e regionale nei prossimi decenni.”

Inoltre nella relazione viene chiesto dove si trova il Panchen Lama Gedun Choekyi Nyima, scomparso con la sua famiglia dopo che il Dalai Lama lo riconobbe nel 1995.

Secondo il rapporto, dal 1° settembre 2014, il database dei prigionieri politici conteneva nomi di 639 tibetani creduti o presunti attualmente in detenzione o imprigionati. Di questi 621 sono i nomi dei tibetani arrestati a partire dal 10 Marzo 2008, 18 sono i nomi di tibetani detenuti prima del 10 marzo 2008.

La relazione annuale ha inoltre osservato che i leader cinesi non intendono rispondere alle rimostranze tibetane in modo costruttivo e sviluppare una cosiddetta “società armoniosa”.

Il Congresso degli Stati Uniti ha creato il CECC nell’ottobre 2000 con un mandato legislativo per monitorare i diritti umani e lo sviluppo dello stato di diritto in Cina, e per presentare una relazione annuale al Presidente e al Congresso.

Traduzione: Flavio Brilli per la Laogai Research Foundation


Fonte: phayul.com, 13/10/2014

English articleCECC report shows China’s violation of Tibetans’ rights

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