Raddoppia la censura in Cina

Con una direttiva diffusa dal dipartimento per la propaganda, il Partito Comunista Cinese (Pcc) ha ordinato ai mezzi d’informazione a «concentrarsi sui commenti favorevoli» all’imposizione del software «seguendo lo spirito degli ordini dei compagni dirigenti del comitato centrale». Di fatto ha vietato di diffondere opinioni critiche sull’imposizione a tutti i costruttori di personal computer (pc) di un nuovo software che blocca i siti Web sgraditi al governo.

Rebecca MacKinnon, una esperta di Internet in Cina, ha pubblicato sul suo blog (rconversation.blogs.com) il testo della direttiva.

Vi si legge, inoltre, che possono essere organizzati «gruppi di esperti per discutere con i genitori» ma che «non devono essere pubblicati interventi critici o dubbiosi».

I siti Web ed i giornali sono stati sommersi nei giorni scorsi dalle lettere di internauti che protestavano contro l’imposizione del software, chiamato Green Dam Youth Escort. Il governo di Pechino ha giustificato la decisione con la necessità di proteggere i giovani dai siti pornografici.

fonte: La Stampa, 12 giugno 2009

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