Prima condanna a morte per il latte alla melamina

Shijiazhuang, Cina – Prima condanna a morte e primo ergastolo legati allo scandalo del latte alla melamina che ha ucciso 7 bambini e fatto ammalare oltre 300 mila neonati di calcoli e altre malattie ai reni.

Nel primo pomeriggio (ora locale) la corte di Shijiazhuang ha condannato a morte Zhang Yujun per aver prodotto e venduto “poveri proteiche” che contenevano melamina. Il tribunale del popolo ha anche condannatoall’ergastolo Zhang Yanzhang, che ha acquistato le polveri e le ha rivendute.

La sentenza contro i due uomini sono le prime di una serie che coinvolge 21 accusati, fra cui la responsabile della ditta Sanlu, una delle maggiori produttrici e distributrici del latte in polvere, incriminata insieme ad altre 20 ditte casearie.

Secondo l’accusa, fin dal 2007 Zhang Yujun, nativo della contea di Quzhou (Hebei), ha allevato mucche usando melamina dentro il mangime, arrivando a produrre fino a 775,6 tonnellate di “polveri proteiche” contenenti melamina. Nel periodo da ottobre 2007 all’agosto 2008 egli ha venduto più di 600 tonneallte del prodotto, per un valore di 6,83 milioni di yuan (circa 700 mila euro). Zhang Yanzhang, della stessa contea, ha comprato le stesse polveri e ne ha venduto per 230 tonnellate.

Per il tardo pomeriggio si attende la sentenza anche per la presidente della Sanlu, Tian Wenhua, 66 anni, la persona di più alto profilo pubblico nello scandalo. Tian si è dichiarata colpevole di aver prodotto e venduto cibi adulterati. Ella ha anche ammesso che conosceva da mesi il problema, ma che ha informato tardi le autorità. Lo scandalo è scoppiato nel settembre 2008, ma le autorità centrali – e perfino il governo di Pechino – conoscevano la situazione da molti prima e senz’altro dal luglio 2008. Ma per salvare l’immagine di successo delle Olimpiadi le autorità centrali hanno taciuto dello scandalo, fatto emergere solo in seguito.

Ieri, decine di genitori di bambini malati hanno cercato di partecipare al processo, ma sono stati fermati dalla polizia. In questi mesi molti genitori hanno tentato di aprire una vertenza e presentare denuncia per danni contro le ditte incriminate, ma nessun tribunale ha accettato le loro denunce.

Il governo centrale teme che il malcontento delle famiglie sfoci in rivolte sociali.

Fonte: AsiaNews, 22 gennaio 2009

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