Preoccupa Hong Kong la legge sulla sicurezza approvata a Macao

Macao – Il parlamento di Macao ha approvato il 25 febbraio la controversa Legge per la sicurezza nazionale, che punisce con pene da 10 a 25 anni di carcere il tradimento, la secessione, la sovversione e la sedizione contro il governo centrale, come pure la rivelazione di segreti di Stato. Ora i democratici di Hong Kong temono che il loro governo proponga una legge simile, già rifiutata dalla cittadinanza anni fa con grandi proteste di piazza.

La legge, inoltre, proibisce a gruppi politici stranieri di svolgere attività e stabilire collegamenti con gruppi locali. La normativa è stata molto criticata perché non prevede con certezza quali siano le condotte punite, ovvero cosa si intenda “sovversione” e “sedizione” o quali siano i “segreti di Stato”: per cui c’è rischio che siano incriminate anche semplici manifestazione di dissenso. A Macao, nonostante le polemiche della vigilia, i due terzi della legge sono stati approvati all’unanimità e il resto con una maggioranza di 24 votanti contro due. Fuori del parlamento c’è stata addirittura una manifestazione di circa 100 persone a favore della legge (nella foto), ritenuta “importante per difendere la sicurezza nazionale”, come ha detto l’organizzatore Si Keng-wai.

In un’indagine della Macau General Union of Neighbourhood Associations del 2008, il 92% degli intervistati di Macao si è detto favorevole alla legge, anche se il 65% ha ammesso di non conoscerne i dettagli.

L’art. 23 della Basic Law di Macao, vera minicostituzione che attribuisce alla zona una speciale autonomia rispetto al governo centrale, prevede che questa legge non possa essere imposta da Pechino.

Ho Heng-kuok, sindacalista ed ex editore già più volte inquisito per le opinioni espresse, dice che ora dovrà essere ancora più attento a quanto dice, per il rischio che le sue parole siano stimate sovversive o sediziose. Au Kam-san, uno dei due parlamentari che si sono opposti, spiega che a Macao le autorità già esercitano un forte controllo sulla società e che, piuttosto, “la legge è fatta per porre un modello a Hong Kong”.

Anche a Hong Kong la Basic Law prevede all’art. 23 che la sicurezza nazionale sia protetta contro crimini come tradimento e sovversione. Nel 2003 Pechino ha cercato di far approvare una legge che indicava questi delitti in modo generico: sono scesi in piazza oltre un milione di cittadini e la legge è stata accantonata. Molti ritengono non necessaria una legge specifica su questi reati.

Margaret Ng Ngoy-yee, parlamentare del Partito civico di Hong Kong, ha commentato che questo è “un triste giorno” per Hong Kong, perché “inevitabilmente, ci sarà grande pressione” per approvare una legge simile a quella di Macao. Emily Lau Wai-hing, vicepresidente del Partito democratico, ha pure espresso il timore che ora la questione sia ripresa dal governo di Hong Kong, ritenuto obbediente a Pechino.

Un portavoce del governo di Hong Kong ha subito precisato che tale normativa “non è nel programma” e che ora sono preminenti le questioni economiche e il tenore di vita della popolazione. Ma ha precisato che “è un dovere costituzionale approvare le leggi previste dalla Basic Law”.

fonte: AsiaNews, 27 febbraio 2009

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