Polizia ed esercito per risolvere i problemi dei contadini cinesi

A Rongli (Guangdong) l’esercito interviene per convincere i contadini a cedere la terra a prezzo vile. A Yingde (Guangdong) il governo, accusato di corruzione, usa la polizia per impedire ai residenti di presentare petizioni: scoppiano proteste, la polizia pesta e arresta chiunque è presente.

I contadini del villaggio di Rongli (vicino la città di Foshan nel Guangdong) non vogliono cedere a prezzo infimo la loro terra per la costruzione di un’autostrada. Per convincerli, le autorità chiamano l’esercito. Intanto a Yingde la polizia arresta oltre 200 contadini durante le proteste del 23 maggio.

Per Rongli deve passare la via veloce che va da Panyu a Shunde, parte della rete autostradale prevista per il Delta del Fiume delle Perle, che collegherà il porto con il centro manifatturiero di Shunde. I locali spiegano all’agenzia Radio Free Asia che il prezzo offerto per la loro terra è davvero troppo basso e l’hanno rifiutato. La notte del 25 maggio sono andati in oltre 2mila a protestare davanti al Comitato del villaggio.

Testimoni oculari raccontano che il 26 maggio sono arrivati a Rongli circa 300 soldati, in 6 pullman senza targhe. I soldati, insieme a funzionari dell’Ufficio per le risorse terriere, hanno iniziato a bussare porta per porta, “cercando di convincere la gente a firmare un accordo di vendita della terra, intimando che [altrimenti] sarebbero stati responsabili per ogni conseguenza. I soldati erano davvero villani”. Hanno continuato fino alla sera intorno alle ore 21.

Nel crescente numero di incidenti e tensioni sociali, i leader cinesi invitano le autorità locali a risolvere le dispute con la popolazione in modo equo e con il colloquio, ma i leader di provincia fanno un frequente uso delle forze dell’ordine per stroncare ogni opposizione. Nella città di Yingde (Guangdong) la polizia ha arrestato oltre 200 persone che il 23 maggio hanno assalito e incendiato la stazione di polizia (nella foto: alcuni dimostranti fermati).

I contadini accusano le autorità locali di corruzione e chiedono di sapere come sono stati usati certi fondi pubblici. Ma la polizia controlla in modo stretto i residenti e impedisce loro persino di recarsi presso il capoluogo provinciale per presentare una petizione alle autorità superiori. Le proteste di piazza sono esplose dopo l’arresto di alcuni agricoltori, accusati di essere gli “organizzatori di un corteo di centinaia di persone che il 29 aprile e l’11 maggio si sono radunate davanti agli uffici del governo municipale e hanno creato ingorghi nel traffico”, in modo da “recar danno alla stabilità sociale”.

Dopo l’arresto, centinaia di persone hanno dimostrato avanti la stazione di polizia. Il governo dice che la folla era armata con zappe, falci e bastoni e ha iniziato a lanciare pietre contro gli agenti. Ma testimoni oculari denunciano che oltre 1.000 poliziotti hanno caricato i dimostranti, picchiando chiunque fosse presente e lanciando contro di loro cani addestrati, arrestando chi non era riuscito a fuggire.

 

da Asia News

28/05/2009 11:54

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