Più di 400 croci distrutte nel Zhejiang. Violenze anche in Henan, Shandong, Anhui

Il 19 dicembre scorso distrutta la croce della chiesa protestante di Dingqiao. Feriti alcuni fedeli che si opponevano. Il 18 dicembre distrutta la croce della chiesa di Nanle (Henan) e sequestrati 4 milioni di yuan, risparmiati dai fedeli per la costruzione di nuove chiese. La campagna “Tre revisioni e una demolizione” colpisce soprattutto gli edifici sacri.

La campagna per eliminare le croci dalle chiese prosegue nel  Zhejiang e si diffonde anche in altre regioni della Cina. Secondo l’associazione China Aid, nel solo Zhejiang, fino alla fine di novembre, sono state distrutte 426 croci. Il numero si riferisce alle sole chiese protestanti. A queste vanno aggiunte le distruzioni per le chiese cattoliche e un’altra croce distrutta il 19  dicembre scorso a Dingqiao, vicino ad Hangzhou.

Più di 100 persone, fra membri dell’Ufficio affari religiosi e operai si sono scontrati con i fedeli della chiesa di Dingqiao nel tentativo inutile di fermare la distruzione. Alcuni di loro sono rimasti feriti e ancora oggi sono ricoverati in ospedale.

La campagna contro le croci e gli edifici cristiani è stata lanciata all’inizio dell’anno, da quando Xia Baolong, segretario del Partito del Zhejiang ha notato che guardando lo skyline di Wenzhou, una delle metropoli della provincia, si vedono “troppe croci”.  I fedeli sospettano che il vero motivo è quello di ridurre l’impatto e l’influenza  delle comunità cristiane, ufficiali e sotterranee, nella società cinese, che assiste a un incremento vertiginoso di conversioni.

Un altro motivo è che dal 2013, si è varato il piano per rendere il Zhejiang un’area di grande sviluppo economico entro il 2020. A causa di ciò, il governo provinciale sta attuando una campagna per “abbellire” la regione eliminando le strutture illegali. La campagna è chiamata delle “Tre revisioni e una demolizione”, indicando così la percentuale di edifici da distruggere, recuperando terreni da utilizzare per un ricco sviluppo edilizio. Il governo provinciale assicura che  le demolizioni riguardano tutte le comunità e luoghi privati in modo indistinto. Ma è un fatto che la campagna prende di mira soprattutto i luoghi cristiani, anche quelli che sono stati edificati con tutti i documenti necessari e già approvati dal governo.

Durante questi mesi la campagna si è diffusa anche in altre regioni: nello Shandong, nell’Anhui e nell’Henan. Proprio in quest’ultima provincia, lo scorso 18 dicembre, è stata distrutta la croce della chiesa di Nanle. L’edificio, costruito con tutti i permessi, è al centro di un braccio di ferro con le autorità locali che hanno sequestrato terreno di proprietà della chiesa e hanno condannato a 12 anni il loro pastore Zhang Shaojie.  L’Ufficio affari religiosi ha anche sequestrato 4 milioni di yuan (circa 400mila euro) dal conto bancario della comunità che i fedeli hanno raccolto in tutti questi anni per possibili nuove costruzioni di edifici sacri.

Nei mesi scorsi, il vescovo ufficiale di Wenzhou e i sacerdoti della diocesi hanno firmato un appello al governo perché fermi le demolizioni e le distruzioni di croce, che aumentano l’instabilità sociale della Cina.

Articoli correlati:


Fonte: AsiaNews, 23 Dic 14

 

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.