Pechino: Recenti atrocità nel campo di lavoro forzato femminile di Pechino

Da settembre 2009, il campo di lavoro forzato femminile di Pechino non permette più le visite faccia a faccia ai praticanti del Falun Gong. Ora queste visite devono essere fatte attraverso una parete di vetro o per telefono. Il campo di lavoro forzato ha abbandonato completamente la sua facciata di cosiddetta “amministrazione umanistica”.
Le stazioni di polizia nella zona di Pechino trasferiscono le praticanti del Falun Gong che sono state condannate, alla quarta brigata del campo di lavoro forzato femminile di Pechino. Dopo un mese, le praticanti vengono assegnate ad altre brigate per subire torture ed essere “trasformate” .

Ecco tre recenti casi di praticanti – donne – del Falun Gong che sono state perseguitate nel campo di lavoro forzato femminile di Pechino.
La signora Shen Shuangsuo aveva più di 60 anni. Ha subito torture brutali nel campo di lavoro forzato femminile di Pechino. È deceduta di cancro polmonare in fase terminale il 31 maggio 2009, due mesi dopo che è stata liberata dal campo di lavoro forzato di Pechino.

La signora Shen è stata arrestata nel marzo 2007, dagli agenti dell’ “Ufficio 610” ed è stata condannata a due anni di campo di lavoro forzato. A fine dicembre del 2008, un mese prima del suo rilascio, il campo di lavoro forzato le ha fatto fare un esame clinico, ma non ha informato né lei né la sua famiglia del risultato. Nel periodo precedente al suo rilascio, non poteva dormire e spesso doveva alzarsi e camminare avanti e indietro nel corridoio (non c’erano altri posti dove le era permesso andare). Ha dovuto prendere molte medicine e andava spesso dal medico della prigione per chiedere stupefacenti. Benché il suo stato fosse grave, i funzionari del campo di lavoro non hanno detto nulla alla sua famiglia. La signora Shen non ha mai saputo che cosa aveva. Dopo che è stata liberata, la sua famiglia l’ha portata in ospedale, ma il cancro polmonare era già in fase terminale e non c’era più possibilità di curarla.

La signora Zhang Lixin ha 56 anni. La sua casa è nella zona orientale di Pechino (Miyun o Shunyi). Nel mese di marzo 2009, è stata portata nel campo di lavoro forzato, attualmente è detenuta nella sesta brigata. Le sue condizioni fisiche erano già molto critiche. Aveva le gambe e i polpacci gonfi per essere rimasta a lungo accovacciata, non poteva nemmeno più alzarsi ed ha sofferto a lungo d’insonnia. Inoltre ha un grave diabete per il quale rischia di perdere la vista. Perdeva spesso l’equilibrio ed aveva ripetutamente capogiri. Non poteva salire o scendere le scale da sola ed aveva bisogno di aiuto anche per andare in bagno.

La signora Xu Yanli ha circa 40 anni. È un’insegnante di Inglese dell’Istituto Universitario. Ha un figlio e una figlia. Anche il marito è un praticante del Falun Gong ed anche lui è stato arrestato e incarcerato. La signora Xue è stata trasferita al campo di lavoro forzato nell’aprile 2008 ed i suoi figli si stanno occupando anche del loro padre. Durante i tentativi per costringerla a rinunciare alla sua fede, è stata torturata duramente. La mano sinistra le è stata bruciata ed ha perso l’uso del pollice. La polizia nel campo di lavoro forzato non le permetteva di dormire, non le dava cibo sufficiente, e non le consentiva di fare la doccia o andare in bagno. Non ha ceduto alla sua fede malgrado tutte queste torture. Tuttora è controllata dai prigionieri che sono stati arrestati per abuso di droghe. Non le è permesso di avere contatti con chiunque conosca.

Fonte: Dossier Tibet, 10 gennaio 2010

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