Pechino: La praticante del Falun Gong signora Li Yan inviata nuovamente nel Campo di lavoro forzato

La signora Li Yan è stata arrestata per la seconda volta nella sua casa, prima dei Giochi Olimpici ed è stata condannata a due anni e mezzo in un campo di lavoro forzato. Ora è detenuta nel Campo femminile di lavoro forzato di Pechino, nel battaglione numero 6. Li Yan è stata condannata ai lavori forzati la prima volta nel 2005 e detenuta nel Campo femminile di lavoro forzato di Pechino, battaglione numero 2. Poiché rifiutò la “trasformazione” , è stata privata dei suoi diritti fondamentali. E’ stata costretta a stare seduta su una panca per oltre venti ore ogni giorno, privata del sonno, non le è stato permesso di lavarsi, farsi la doccia o di cambiarsi i vestiti sporchi con quelli puliti. Le veniva dato pochissimo cibo e non le era permesso di portare vestiti pesanti durante l’inverno. La guardia Du Jingbin istigava gli altri detenuti ad insultarla e imprecare contro di lei. La guardia stessa ha soffocato Li Yan fino a farle quasi perdere coscienza. Non l’ha liberata fino a che Li non ha urlato, “Aiuto!”. Li Yan è stata torturata al punto di un crollo mentale. Non poteva dormire e persino è stata indotta a picchiare la testa contro la parete. Ha firmato la cosiddetta dichiarazione di garanzia mentre si trovava in una tal condizione; una volta realizzato ciò che aveva fatto, una volta ritornata ben consapevole, ha dichiarato che avrebbe senza dubbio continuato a praticare il Falun Gong e ha negato tutto quello che aveva scritto e detto in tali circostanze.
Dopo questa dichiarazione solenne, è stata trasferita nel battaglione più malvagio – il gruppo di addestramento. Lei e un’altra praticante Zhang Lianying sono state entrambe tenute là e ciascuna è stata tenuta in una cella di due metri quadri. Sono state costrette a mangiare, dormire e urinare in quella cella. Prima dei Giochi Olimpici, i funzionari dell’Ufficio 610 locale l’hanno molestata ed hanno tentato di forzare il proprietario di casa a buttarla fuori. Il proprietario ha rifiutato di dare seguito alla richiesta, essendo a conoscenza del fatto che Li Yan era una madre single con una figlia di sei anni. Ma senza alcuna procedura legale, Li Yan è stata condannata a due anni e mezzo in un campo di lavoro forzato. Ogni volta che sua figlia si siede a tavola, chiede, “Dove è mia madre, mi manca”.
Mentre la signora Li Yan era detenuta nel campo di lavoro la prima volta, tre dei membri della sua famiglia sono deceduti. Situazioni simili a quelle della praticante del Falun Gong Li Yan accadono in tutta la Cina. La persecuzione colpisce milioni di famiglie in Cina e deve essere fermata immediatamente. 

 

Fonte Dossier Tibet

 

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