Pechino e Mosca appoggiano gli Usa per nuove sanzioni contro l’Iran. Scettica l’Onda verde

Cina e Russia sono d’accordo nel sostenere nuove sanzioni contro l’Iran al Consiglio di Sicurezza Onu. Allo stesso tempo essi applaudono all’accordo fra Brasile, Turchia e Iran sull’uranio arricchito. Le nuove sanzioni sembrano mirate a colpire l’impero economico dei pasdaran, ma fanno poco per sostenere il movimento di opposizione dell’Onda Verde.

Già ieri gli Stati Uniti hanno fatto circolare una bozza di risoluzione che accresce l’embargo sulle armi a Teheran; dà autorità a fermare navi iraniane sospettate di legami con programmi nucleari o missilistici; congela conti, frena operazioni finanziarie e blocca viaggi di personalità e agenzie legate alle Guardie della Rivoluzione.

La bozza è risultato di enormi limature e contatti internazionali per mettere insieme i Paesi occidentali, che vogliono l’inasprimento delle sanzioni, con Russia e Cina che invece vorrebbero ridurle.

L’ambasciatore russo Vitaly Churkin è soddisfatto perché la bozza “punta su questioni legate alla non-proliferazione” e “non crea problemi alle attività economiche normali”. Il cinese Li Baodong ha sottolineato che “le sanzioni mirano a portare l’Iran al tavolo dei negoziati e non a punire persone innocenti”. Sebbene più dure, le sanzioni previste permetteranno a Cina e Russia di continuare ad avere forti rapporti economici con l’Iran.

A differenza dei Paesi occidentali, più scettici,  Mosca e Pechino apprezzano comunque l’accordo stipulato due giorni fa fra Turchia, Brasile e Teheran, per far avvenire l’arricchimento dell’uranio all’esterno dell’Iran, come desiderato da tanto tempo dalla comunità internazionale per escludere l’uso di esso in programmi militari nucleari.

Se la bozza sarà votata, questa sarà la quarta serie di sanzioni contro l’Iran, che non accetta di sottomettere il suo programma nucleare al controllo internazionale.

Giudizi totalmente diversi vengono dall’Iran e dall’Onda verde. Membri del movimento di opposizione hanno affermato ad AsiaNews che le sanzioni anche se accresciute non riusciranno a diminuire il potere dei pasdaran, ramificato in tutti gli aspetti dell’economia. Essi giudicano l’opera della comunità internazionale troppo “settoriale” e troppo legata alla paura del nucleare. “Il vero modo e più sicuro di disinnescare la minaccia nucleare iraniana – dicono – è di cambiare il regime di Ahmadinejad. Per fare questo, i Paesi occidentali dovrebbero sostenere di più proprio l’Onda verde, ciò che non avviene”.

Secondo i rappresentanti del movimento di opposizione, l’anniversario delle elezioni “truccate” di Ahmadinejad il prossimo giugno sono una grande occasione per manifestare sostegno all’Onda verde. “Queste discussioni sulle sanzioni e perfino l’accordo con Turchia e Brasile distolgono l’opinione pubblica mondiale dalla questione vera: quella dei diritti umani e della democrazia a Teheran”.

L’Onda verde è nato dopo l’elezione di Ahmadinejad, avvenuta con brogli il 13 giugno 2009. I suoi sostenitori, che lavorano per un Iran democratico e aperto alla comunità internazionale – compreso Israele – continuano a manifestare contro il regime e subiscono arresti, uccisioni, torture.

Fonte: AsiaNews, 19 maggio 2010

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