Pechino ammette: “insoddisfacenti” i progressi per i diritti umani

Domani l’Onu celebra il 60mo anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. In previsione, la polizia arresta chi vuole celebrare l’anniversario. In manicomio chi denuncia il malgoverno. Per il latte alla melamina, i tribunali rifiutano di decidere. 

Wang Chen, ministro dell’Ufficio informativo del Consiglio di Stato, in un’intervista citata oggi da Xinhua riconosce che “sono insoddisfacenti” i miglioramenti compiuti per i diritti umani, seppure fa speciale riguardo al sistema legale, a istruzione  e sicurezza sociale e non ricorda gli arresti arbitrari e la censura su media e libertà di parola. Wang difende il “diritto di ogni governo”, in materia di diritti umani, “di adottare misure differenti secondo le rispettive situazioni nazionali”.Domani le Nazioni Unite celebrano il 60mo anniversario della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e il gruppo Chinese Human Rights Defenders ricorda i molti cittadini detenuti, interrogati o minacciati perché vogliono commemorare l’evento.

Zhang Zuhua e Liu Xiaobo (nella foto) hanno firmato “Carta 08”, un documento presentato oggi per chiedere maggiore democrazia e tutela dei diritti umani, sottoscritto da attivisti democratici, ma anche da funzionari comunisti e da leader rurali. Ieri notte a Pechino la polizia li ha interrogati, ha sequestrato computer, agende, passaporti e carte di credito e Liu è ancora trattenuto in caserma.Wen Kejian, pure firmatario di Carta 08, ammonito dalla polizia di non frequentare altri attivisti e non lasciare la città di Hangzhou. Chen Xi, Shen Younian e Du Heping, arrestati dalla polizia il 4 dicembre a Guiyang (Guizhou), perché – dicono amici – vogliono celebrare l’anniversario del 10 dicembre.

Intanto ieri il governo di Xintai (Shandong) è stato accusato di avere internato in ospedale psichiatrico, dal 2006, almeno 18 persone che volevano presentare petizioni di protesta contro corruzione e malgoverno. Pare che siano state rilasciate solo dopo avere sottoscritto una rinuncia alla protesta.

Ieri l’Alta Corte del Popolo dell’Hebei ha dichiarato inammissibile la causa presentata dai genitori di 63 neonati ammalati ai reni per il consumo del latte in polvere “alla melamina” della ditta casearia Sanlu. Secondo gli avvocati, il Tribunale dice che sono ancora in corso le indagini delle autorità sullo scandalo che ha fatto ammalare oltre 290mila neonati.

Il professore di Diritto He Weifang dice al South China Morning Post che questo “è grave”. “I tribunali dovrebbero trattare il caso secondo la legge, non far dipendere la decisione dalle istruzioni delle autorità o dai documenti [ufficiali]. Se i tribunali non rispettano la legge, la gente non avrà più fiducia”.

Nei primi giorni dello scandalo, le autorità avevano promesso di risarcire i danni e pagare le cure mediche. Yang Yong, il cui figlio di 13 mesi è in cura a Xuzhou (Jiangsu) per insufficienza renale, dice ha già dovuto farsi prestare 20mila yuan solo per le cure urgenti.

Fonte : Asia News

 

 

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