Il Partito Repubblicano e la Repubblica Popolare Cinese

John Kelly ha rilasciato un’intervista alla Fox News. Le sue osservazioni sulla guerra hanno ottenuto molta di attenzione. Meno quelle sulla dittatura cinese, vale a dire, il Partito Comunista Cinese. Kelly ha detto che non vorrebbe “esprimere un giudizio” sulla dittatura. Egli ha inoltre fatto presente che in Cina: “hanno un sistema di governo che a quanto pare funziona per il popolo cinese.” Questo l’affermazione del capo dello staff del presidente repubblicano.

La Cina è uno stato di polizia vizioso, una dittatura a partito unico con un gulag (chiamato laogai). In Cina quelle persone che vogliono vivere liberamente, che vogliono gli stessi diritti che godiamo nelle democrazie sono regolarmente torturate a morte. Ricordate Liu Xiaobo, che è morto nel mese di luglio? Era il rappresentate della democrazia in Cina e anche il prigioniero politico più importante. Nel 2010, ha ricevuto il Premio Nobel per la pace. Pochi mesi fa ha ceduto ai suoi tormenti morendo come aveva vissuto per così tanto tempo: circondato da agenti statali.

La fortuna ha voluto che il presidente Trump parlasse del capo del PCC, Xi Jinping, il giorno stesso. Xi è stato straordinariamente crudele, arrestando gli avvocati per i diritti umani e le persone che avrebbero costruito la società civile. Molti sono stati torturati a morte o torturati alla follia. E’ difficile dire cosa è peggio.

Il giorno della morte di Liu, Trump ha detto di Xi: “è un mio amico. Ho grande rispetto per lui. Abbiamo imparato a conoscerci molto bene. E’ un grande leader, un uomo di grande talento. Penso che sia un uomo molto buono. Vi posso dire che ama la Cina. Ama la Cina. Vuole fare ciò che è giusto per la Cina.”

Niente affatto. Liu Xiaobo è stato un uomo molto buono. Amava la Cina. Voleva fare ciò che è giusto per la Cina. Xi Jinping vuole il dominio eterno ed esclusivo del partito comunista. Vuole la negazione eterna dei diritti che sono dati all’uomo da Dio.

Non c’è nulla che un prigioniero politico voglia più di essere ricordato; non c’è nulla più per una dittatura la voglia di dimenticarlo. Peggio di tutto, dal punto di vista del prigioniero e meglio di tutto, dal punto di vista della dittatura, è quando il mondo libero si schiera o giustifica la dittatura.

I dissidenti cinesi hanno sentito quello che ha detto Trump su Xi Jinping. Sentiranno cosa ha detto Kelly sulla Cina. Questo è estremamente demoralizzante, per le persone che rischiano la loro vita.

National Review, 2 novembre 2017

Traduzione a cura della Laogai Research Foundation


Fonte: di Jay Nordlinger, National Review

English article: The GOP and the PRC

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