Oltre Orwell, il vero Grande Fratello è il Partito Comunista Cinese

Joshua Philipp, Epoch Times | 20/03/2016
George Orwell, nel suo libro ‘1984’ del 1949, metteva in guardia da un futuro distopico in cui il regime autoritario del Grande Fratello ha creato un elaborato sistema di controllo sociale e tiene sotto controllo i propri cittadini attraverso degli speciali teleschermi.

Il Partito Comunista Cinese, oggi, ha di gran lunga sorpassato il regime oppressivo immaginato da Orwell. Come dimostrano i sei programmi di spionaggio appositamente creati dal Pcc.

1. ‘GRANDE INTELLIGENCE’

Il regime cinese spia ogni singolo cittadino, incluse le massime cariche del Pcc. Lo fa attraverso un programma del ministero della pubblica Sicurezza chiamato ‘Grande Intelligence’.

L’esistenza di questo programma è stata resa nota nel 2014, quando era già in funzione da dieci anni. L’ex capo dell’Ufficio di pubblica sicurezza di Chingqing ha riferito alla radio ‘Sound of Hope’ che, servendosi di Grande Intelligence, il Partito Comunista Cinese può esaminare l’intero miliardo e trecento milioni di cittadini cinesi in dodici minuti, tutti gli individui nella lista dei ricercati in quattro minuti e tutte le patenti di guida rilasciate in Cina in 3-5 minuti.

Grande Intelligence è un sistema di sorveglianza da retata che fa impallidire gli immaginari teleschermi di Orwell: raccoglie informazioni da telecamere di sorveglianza piazzate ovunque – dai taxi agli angoli delle strade e ai negozi – e si serve di queste informazioni per rintracciare le persone; Sound of Hope ha rimarcato anche che il Pcc ha installato centinaia di migliaia di telecamere in ogni città della Cina: solo a Chongqing, il sistema nel 2014 aveva oltre 50 mila telecamere di sorveglianza.

La polizia di Pechino ha dichiarato nell’ottobre 2015 che ha una rete di sorveglianza presidiata da 4.300 agenti che monitorano «il 100 per cento della capitale»; normalmente il sistema serve a tenere sotto controllo credenti religiosi e dissidenti politici.

2. SISTEMA DI CREDITO SOCIALE

Ogni autentico regime autoritario perseguita le persone dotate di una facoltà di pensiero indipendente. Nella visione di Orwell, infatti, i cittadini sono perseguitati per ‘crimini di pensiero’.

Lo stesso vale per il Pcc, sotto il quale anche i termini di utilizzo delle maggiori società tecnologiche proibiscono il «pensiero» e la «parola» che in qualche modo sfidino i dettami del regime.

Ma nel caso del Sistema di credito sociale il Pcc supera se stesso: questo programma raccoglie tutte le informazioni disponibili su ogni singolo cittadino cinese e poi le usa per assegnargli un ‘voto’. Considerato che questo voto ha ripercussioni sulle possibilità di trovare lavoro, prendere un prestito o comprare casa, funziona come uno strumento di facilitazione dell’autocensura.

E siccome il Sistema può anche abbassare la valutazione in caso si abbiano amici o parenti con un voto basso, crea un ambiente di vita in cui è normale che amici e familiari applichino le politiche del Pcc l’uno contro l’altro.

Chris Chappell, conduttore della trasmissione China Uncensored, ha descritto questo sistema i come «una sorta di Yelp, con la differenza che, invece di avere i clienti che vanno al ristorante e danno un punteggio al locale, è il Partito Comunista che dà il punteggio a ognuno del miliardo e 300 milioni di persone che vivono in Cina».

 

3. POLIZIA DIGITALE

Quando si vive in un ambiente dove sono proibite la libertà di pensiero e parola, si potrebbe comunque trovare un certo sollievo in internet, che garantisce un certo livello di anonimato. Ma non in Cina: in una valutazione della libertà su internet in 65 Paesi nel mondo condotta nel 2015 dall’organizzazione indipendente Freedom House, la Cina è stata classificata ultima assoluta.

Questa valutazione è dovuta in parte agli agenti di polizia che monitorano le discussioni online, mettono offline contenuti e denunciano utenti alle autorità competenti. Viene inoltre massicciamente impiegato un famigerato network di ‘internet troll’ (disturbatori il cui unico motivo di presenza sulla Rete è creare confusione, scompiglio e zizzania nelle conversazioni online) chiamato ‘l’Esercito dei 50 centesimi’, che è pagato per promuovere e difendere in ogni modo la propaganda digitale del regime cinese.

Fra i diversi crimini digitali per cui si può essere arrestati in Cina c’è anche lo «spargere voci», cioè divulgare notizie non in linea con le versioni dei fatti preconfezionate dal Pcc oppure promuovere idee ‘sovversive’, quali ad esempio la democrazia.

4. SPIONAGGIO AUTOMOBILISTICO

Una delle falle di un sistema di monitoraggio via telecamere e internet, è che non appena una persona sale in macchina è molto più difficile da seguire.

Ma il Partito Comunista Cinese ha trovato un rimedio anche per questo: oltre alle telecamere della polizia installate nei taxi, hanno iniziato a richiedere anche che ogni guidatore porti con se un dispositivo di identità elettronico che segue il veicolo.

Il sistema è stato testato inizialmente a Shenzhen, dove il Pcc ha recentemente emesso 200 mila tessere di identificazione per camionisti e autisti di scuolabus. Secondo quanto riporta la Reuters, se il sistema funziona verrà esteso a tutte le auto private della città.

Ovviamente, il Pcc si era servito già in passato di sistemi simili: nel 2011 era stato rivelato che le autorità stavano installando dispositivi spia su tutte le auto a doppia targa (ossia a targa cinese ‘continentale’ e di Hong Kong). Questi dispositivi erano in grado di ascoltare le conversazioni e seguire i veicoli, ed erano stati piazzati dall’Ufficio quarantena di Shenzhen in speciali tessere di ‘ispezione e quarantena’.

5. SPIONAGGIO ATTRAVERSO DISPOSITIVI ELETTRONICI

Sta diventando più comune per diversi governi spiare le telefonate, ma il Pcc li batte tutti col suo elaborato sistema di spionaggio, installato nei dispositivi attraverso attacchi hacker oppure preinstallato direttamente dal costruttore.

Durante le proteste pro-democrazia di Hong Kong del 2014, infatti, molti dimostranti hanno subito un attacco hacker a computer, tablet e cellulari; attacchi che diversi investigatori indipendenti hanno dimostrato essere diretti specificamente contro gli attivisti democratici in quanto tali.

Michael Sullow, amministratore delegato della Lacoon Mobile Secutity, ha aiutato a scoprire gli attacchi diretti contro i cellulari smartphone, e ha spiegato che la violazione dei telefoni ha permesso al governo di accedere ad ogni loro parte, compresi telecamera, microfono, cronologia e localizzazione GPS. Il commento di Sullow è stato più che esaustivo: «per scopi di spionaggio, è probabilmente lo strumento perfetto».

Le società cinesi hanno poi una lunga storia di immissione sul mercato di telefoni e dispositivi di vario genere pre-infettati da virus e programmi spia, che ritrasmettono i dati dell’utente in Cina.

6, ATTIVITÀ DI PREVENZIONE DEL CRIMINE

Anche riuscire a evitare il ‘crimine di pensiero’, non è sufficiente a far sentire al sicuro Partito Comunista Cinese: ora il regime sta cercando il modo di individuare il pre-crimine.

Secondo quanto riporta Bloomberg, infatti, il Pcc ha dato incarico a una delle sue maggiori aziende fornitrici nel campo della Difesa, il Gruppo tecnologie elettroniche cinese, di realizzare un nuovo software che raccolga informazioni sul professione, hobby, abitudini d’acquisto e altri comportamenti.

Questo sistema pre-crimine è, come osserva Bloomberg, «senza precedenti, perché non esistono salvaguardie di nessun genere in merito a privacy, e diritti civili».

Il Pcc lo spaccia per un metodo di prevenzione del terrorismo, ma il regime maschera spesso i propri programmi di controllo autoritario e i sistemi di spionaggio di cui si serve come anti-terrorismo.

A proposito della nuova ‘legge antiterrorismo’, ad esempio, Zhao Yuanming, un grande esperto di diritto cinese, nel febbraio 2015 ha dichiarato all’emittente NTD Television che ritiene che «questo genere di leggi antiterrorismo cerchi intenzionalmente di confondere la linea di demarcazione tra lotta al terrorismo e conflitti per motivi etnici o causati da differenti idee politiche».

Fonte,Epoch Times, http://epochtimes.it/n2/news/oltre-orwell-il-vero-grande-fratello-e-in-cina-3447.html

Articolo in inglese:

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